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yoga della risata per ricominciare a sorridere

Yoga della risata: la disciplina che ti aiuta a sorridere

Sappiamo tutti, per esperienza, quanto faccia bene sorridere, a tutti i livelli. Il benessere che si prova e il contesto particolare nel quale ridiamo riportano immediatamente a sensazioni positive, che diamo però per scontate senza chiedercene il perché.

A questo quesito però ha risposto la scienza, fornendoci le motivazioni impeccabili per le quali una sana e “grassa” risata è veramente un toccasana per la nostra salute fisica e psicologica.

La risata a livello psicofisico

Una cosa che dovremmo imparare a fare è smettere di preoccuparci di quello che gli altri pensano. Spesso risate fragorose o rumorose vengono sopite e nascoste dietro risatine più “composte”, che nulla però hanno a che vedere con l’impatto psicofisico che offre una vera risata, a tutti gli effetti.

E’ uno dei tanti casi in cui gli adulti dovrebbero imparare dai bambini, o meglio, re-imparare o ricordare, tramite loro, com’è che si rideva quando non ci si preoccupava di nulla, quando tutto era spontaneo e spensierato.

Ma perché è così importante?

Ridere a crepapelle è un’azione che, non ci si penserebbe, fa lavorare cuore, polmoni e muscolatura facciale, aumentando il flusso sanguigno, mettendo in esercizio anche addome e diaframma.

Inoltre, durante la risata, vengono prodotte endorfine dal cervello, cioè quelle sostanze chimiche analgesiche e in grado, a seconda della quantità, di dare euforia o sonnolenza; le stesse sostanze, per intenderci, che vengono rilasciate quando si mangia cioccolata o si raggiunge l’orgasmo! Ecco, quindi, la connessione allo stato di benessere.

Inoltre si riducono, di conseguenza, i livelli degli ormoni dello stress, viene stimolata la creatività, offrendo contemporaneamente anche spunti positivi per le relazioni interpersonali e fornendo nuovi input sui quali costruire rapporti più profondi, anche soltanto d’amicizia.

Insomma ridere fa bene alla mente, al corpo e anche al nostro rapporto col mondo; l’atmosfera che si genera rimanda una sensazione di positività che si estende tutti i campi.

Lo Yoga della Risata

La disciplina è nata per merito di una saggia intuizione di un medico indiano, Madan Kataria, che da un gruppo di appena cinque persone, che si riunivano in un parco pubblico, ne ha tratto delle importanti conclusioni di vita, che si sono poi evolute e trasformate sino ad arrivare a quello che sono oggi, passando dal primo club dello Yoga della risata, nel 1995, a circa ottomila sedi in tutto il mondo, tra cui, ovviamente, anche il nostro Paese. Quello che Kataria ha capito, insomma, è che ridere non solo aiuta a restare in forma a tanti livelli, ma che è il passo più importante e più “facile” per entrare in comunicazione con il proprio Io più profondo; è come se fosse il mezzo attraverso il quale ci rilassiamo (infatti si parla delle endorfine come degli oppiacei) e riusciamo ad aprirci di più, anche con noi stessi.

La missione dello Yoga della Risata è proprio questa: re-insegnare alla gente a ridere.

La disciplina

Come è facile immaginare, lo yoga della risata ha senso solo se praticata in gruppo.

Si comincia con alcuni esercizi di riscaldamento, che servono a rompere il ghiaccio, sciogliendo la tensione per rilassarsi: stretching, vocalizzazioni, movimenti del corpo.

A questo punto i due elementi di questa pratica, lo Yoga e la Risata, cominciano ad alternarsi e a fondersi: del primo si ereditano gli esercizi di respirazione profonda e diaframmatica, della seconda si fanno simulazioni, aspettando diventi contagiosa, “vera”e duratura; d’altro canto, poiché il corpo non riesce a distinguere tra una risata simulata ed una spontanea, si cominciano a ricevere i primi benefici anche così.

I tempi sono piuttosto brevi, prevedendo una “carburazione” in circa una ventina di minuti, alternando risate ad esercizi di respirazione, ossigenando bene il corpo.

Sono previste anche sessioni di Meditazione della Risata, che prevedono un flusso libero, lontano da qualunque tipo di sovrastrutture, di risate raggiunte da posizioni particolarmente comode, come stando seduti o stesi. Qui il rilassamento viene sostituito da fasi alternate di rilassamento guidato, che aiutano a quell’apertura che tanto è importante per il nostro finale scopo: benessere psicofisico reale, energico e contagioso.