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Visitare Dublino

Visitare Dublino in 3 giorni

E’ difficile descrivere l’atmosfera irlandese che si respira a contatto con la gente, nei pub a sorseggiare una “Guinness“, o aggirandosi tra le vie di città ricche di storia: Dublino rappresenta perfettamente il fascino irlandese. E’ una città sicura, anche per le viaggiatrici solitarie: gli irlandesi sono persone folkloristiche ma rispettose, anche con qualche “intoccabile” birra in più.

PRIMO GIORNO NEL CENTRO DI DUBLINO
Dublino è la città di Oscar Wilde, di James Joice, di Samuel Bechett: tre illustri scrittori che hanno studiato in uno dei college più prestigiosi, il “Trinity College“, voluto nel lontano 1592 da Elisabetta I. E’ davvero suggestivo immergersi in cotanta cultura: la “Old Library” risalente al XVIII secolo, raccoglie migliaia tra volumi e manoscritti e custodisce il simbolo nazionale “Padraig Pearse“, l’arpa di Brian Boru . Tra i volumi conservati nell’università, è davvero mirabile “Book of Kells“, libro miniato in maniera stupefacente.
A piedi, si arriva facilmente in una delle vie più frequentate di Dublino, “Grafton street“, sulla quale si affacciano splendidi edifici georgiani; poco distante dall’incrocio con la “Suffolk Street” si trova la “Molly Malone Statue“, la statua di una procace pescivendola, il cui fantasma si dice si aggiri ancora nelle notti nebbiose.

Salendo verso il fiume Liffey, ci si ritrova in “Temple Bar“, il vero cuore pulsante di Dublino: l’aria bohemien di un tempo è ormai svanita, ma la riqualificazione l’ha reso un quartiere bellissimo, dove sorgono numerosi edifici antichi come il neoclassico “City Hall“, il “Meeting House Square” (antico luogo d’incontro dei quaccheri) e il celtico duecentesco “Dublin Castle“.

LA DUBLINO DELLE CHIESE
Il secondo giorno deve essere dedicato alla vista della “Christ Church Cathedral“, eretta dagli anglo-normanni nel 1172, dove un secolo prima vi era una chiesa vichinga. Ciò che oggi vediamo rappresenta solo in parte come era un tempo: sono originari i capitelli scolpiti e il transetto. Nella cripta sono stati ritrovati mummificati molti topi: una leggenda racconta di un soldato rimasto chiuso in una galleria segreta e divorato da questi roditori.

Più a sud invece si trova la “Cattedrale di San Patrizio”, patrono d’Irlanda, costruita dove un tempo vi era un pozzo dove il santo battezzò dei pagani nel 450 d.C.: qui si trova la navata più lunga d’ Irlanda e un meraviglioso coro intarsiato raffigurante stemmi e spade ed elmi.

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SI FINISCE CON UNA “GUINNESS”
Il terzo giorno, dopo un meritato relax al “St Stephen’s Green“, un tempo triste sede di impiccagioni e roghi e oggi splendido parco con laghetti e viali ombreggiati, è d’obbligo la tappa al “Guinness Storehouse“.
Si tratta della fabbrica del 1759 della birra più amata in Irlanda. Entrarvi significa intraprendere un tour del piacere, in quanto si assiste alla nascita di questa ambrata e gustosa bevanda. La conclusione è gustarsi una “Guinness” nel panoramico “Gravity Bar“. E se si riesce a spillare la birra come fanno i birrai del posto, si riceve anche un simpatico attestato.