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Viaggi in aereo? Dimmi dove ti siedi e ti dirò chi sei

Viaggi in aereo? Dimmi dove ti siedi e ti dirò chi sei

Se fino a non moltissimi anni fa “volare” era un privilegio di appannaggio dei più benestanti, oggi, grazie ai voli low cost, è praticamente alla portata di tutti. Ecco perché alcuni psicologi hanno pensato di classificare la personalità in base al posto a sedere che si sceglie di occupare.

Che si parli di aereo, di treno o persino di autobus, il sedile vicino al finestrino è il più ambito e ricercato. Sarà la possibilità di potersi godere il paesaggio, sarà l’illusione che, in questo modo, si avrà una buona scusa per distrarsi, subendo meno il passaggio delle ore di viaggio, sarà perché si è anime solitarie o riflessive, ma non è un mistero che sia la “meta” più ambita da chi prenota un posto a sedere. Anzi, secondo una ricerca condotta (su passeggeri americani) da Expedia, il 55% dei clienti sceglie il posto vicino al finestrino (e sarebbero uomini, in maggioranza) e ben il 34% di loro è disposto a pagare di più per assicurarselo.

E se non si trattasse solo di sognatori, ma di qualcuno di molto meno encomiabile?

La tesi degli psicologi

Secondo il dottor Becky Spelman, psicologo a capo della Clinica Terapeutica Privata di Harley Street, le cose non starebbero poi troppo diversamente da quanto abbiamo indicato e da quanto, solitamente, si dice. L’esperto ha infatti detto in un’intervista rilasciata a Telegraph Travel che “i passeggeri che privilegiano il posto al finestrino, sono soggetti che tendono a controllare e a pensare maggiormente a sé stessi che agli altri, con una maggiore tendenza all’irritabilità. Sono anche persone che preferiscono “nidificare” ovvero stare nella propria bolla”. Le persone che siedono nei sedili disposti lungo il corridoio sarebbero invece più riservate, meno irritabili e più propense a instaurare conversazioni con gli altri.

Di un parere leggermente diverso e più aggressivo, sicuramente, è invece la psicologa comportamentale Jo Hemmings, che ha confermato che chi sceglie i posti in corridoio sia più socievole, accomodante ed amabile, anche se più inquieto e meno propenso a riposare durante le ore di volo, esprimendosi, però, più duramente nei confronti di chi siede accanto al finestrino, etichettandolo come, solitamente, più egoista e meno “ansioso” nel disturbare gli altri.

In effetti, chi siede lontano dal corridoio è costretto, per forza di cose, a dover interagire con la persona a fianco in caso avesse bisogno di alzarsi. Una situazione che in tanti preferiscono evitare, eppure, secondo la Hemmings, questo, per chi ama viaggiare accanto al finestrino, passa in secondo piano.

In questo modo la psicologa divide i passeggeri non secondo la scelta del posto a sedere, ma secondo l’indole a disturbare o ad essere disturbati.

Una componente sicuramente esistente ed intelligente da valutare, ma che, forse, prende significati diversi a seconda della persona specifica e del contesto in cui va ad inserirsi.