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Vaccini: le informazioni si cercano sul web

Vaccini: le informazioni si cercano sul web

Negli ultimi mesi il tema dei vaccini è stato molto dibattuto. Se n’è parlato moltissimo soprattutto in rete, come rivela la ricerca “I vaccini per l’infanzia sul web”.

La ricerca è stata condotta dall’Health Web Observatory, con il contributo di Sanofi Pasteur, presentata qualche giorno fa a Roma, e spiega come le ricerche sull’argomento si siano concentrate soprattutto sui social, Facebook e Twitter prevalentemente.

Il 44% dei genitori ha rivelato di aver cercato informazioni sul web, che si è dimostrato un fortissimo canale di informazione sul tema vaccinazioni infantili.

Vaccini: sempre più genitori si informano su internet e soprattutto sui social network

Il ruolo dei social diventa sempre più importante, i dati rivelano che il numero maggiore di menzioni su questo argomento si ha su Twitter e Facebook, molto più indietro invece la percentuale delle menzioni relative ai siti di informazione di tipo generalista e, ancora più bassa, quella riconducibile ai siti istituzionali.

Ecco chi è che cerca le informazioni sui vaccini in rete

Come è composto questo 44% di italiani che cerca notizie sui vaccini infantili su internet? Non superano i 55 anni, infatti sono i genitori più giovani, che preferiscono il web per attingere notizie. Esattamente il 30% ha un’età compresa tra i 45 e i 54 anni, mentre è leggermente più bassa la percentuale relativa ai genitori più giovani: 23% tra i 35 i 44 anni.

La stampa generalista ha un ruolo molto rilevante, insieme a questa ci sono i post generati da cittadini comuni (37%) e quelli del movimento no vax (31%).  La richiesta di informazioni arriva soprattutto dalle regioni del Nord Italia. A vincere la “gara” sui motori di ricerca è il Friuli Venezia Giulia, cui seguono la Valle D’Aosta, le Marche, il Lazio e il Veneto. Quest’ultima rappresenta un caso a parte, visto che è stata l’unica regione ad aver presentato un ricorso contro il decreto sui vaccini.

L’opinione sui vaccini

Da quello che rivelano i dati della ricerca condotta dall’Health Web Observatory, l’opinione sull’obbligatorietà dei vaccini è prevalentemente negativa (44%), mentre il 40% delle menzioni è neutrale e il 16% positiva. Sui social, invece, sono positive per quanto riguarda Twitter e Facebook.

Il giudizio positivo, poi, ha avuto un picco a settembre, quando “è uscita la circolare del Ministero della Salute che prevedeva l’autocertificazione o la semplice prenotazione del vaccino per poter far accedere a scuola i propri figli”, come spiega Ketty Vaccaro, la Presidente dell’Health Web Observatory.

Un concorso per imparare a comunicare sui social network l’importanza dei vaccini

I social network sono diventati, dunque, un campo fondamentale della comunicazione e, proprio qua, bisogna imparare a comunicare nel modo migliore e più efficace. Così, fino al 30 aprile, è possibile iscriversi al contest #PerchéSì.

Concorso rivolto agli operatori di sanità pubblica, che dovranno pensare la migliore campagna di comunicazione. Al progetto vincitore sarà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza e un viaggio-studio all’Institute of Interaction Design di Copenaghen.