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Vaccinazioni in calo, la copertura è sotto la soglia di sicurezza

In Italia continuano inesorabilmente a calare le richieste di vaccinazione. Il calo più rilevante lo fanno registrare i vaccini contro il morbillo e la rosolia, scesi addirittura sotto il limite del 95% imposto dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità. In questo momento, coloro maggiormente a rischio sono i nati dopo il 2013 poiché, essendo la percentuale scesa al di sotto della cosiddetta “immunità di gregge”, rischiano molto soprattutto i bambini che per questioni di salute non possono ricorrere al vaccino. Un calo drastico delle vaccinazioni, infatti, rischia di far aumentare in maniera altrettanto importante i contagi, facendo saltare quello che in medicina viene definito “effetto gregge”, ovvero l’effetto protettivo esteso a coloro che non hanno ricevuto alcuna vaccinazione.

I motivi alla base del calo delle vaccinazioni

Uno dei motivi principali alla base del preoccupante calo in atto è da ricondursi alla convinzione, del tutto priva di fondamento, che i vaccini possano favorire l’insorgenza di patologie quali l’autismo. I timori per la salute dei propri figli invogliano sempre più genitori ad evitare il vaccino, innescando un circolo vizioso assai pericoloso, sia per i loro stessi figli che per tutti i bambini che non possono essere sottoposti a tale profilassi. A tal proposito, l’OMS ricorda che proprio le vaccinazioni hanno più volte scongiurato la propagazione di pericolosissime epidemie altrimenti in grado di mietere numerose vittime. Le vaccinazioni hanno indotto la scomparsa su scala planetaria del vaiolo e della poliomielite, eradicati rispettivamente nel 1980 e nel 2002. In Italia, la diminuzione dell’incidenza di molte malattie tipiche dell’infanzia, quali la rosolia, il morbillo, la pertosse, è stata rapida e costante e dovuta proprio all’aumento dei vaccini.

I vaccini in calo e quelli che fanno eccezione

Nel nostro paese ciascuna regione conferma il trend negativo in atto, sebbene alcune vaccinazioni facciano registrare un marcato incremento, ovvero quelle contro meningococco e pneumococco, entrambi su valori molto bassi prima del 2015. Al contrario, le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (tetano, difterite, pertosse, poliomielite, Hib ed epatite b) appaiono in netto calo, tanto da rendere plausibile lo scoppio di importanti focolai epidemici. Come detto in precedenza, il calo più importante, che resta sotto stretto monitoraggio del Ministero della Salute, è quello che riguarda le iniezioni antimorbillo e antirosolia, scese rispettivamente al 90 e all’85%. Le false informazioni stanno rischiando seriamente di far saltare il piano stilato dall’OMS relativo all’eliminazione di alcuni ceppi virali, sebbene il futuro “Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale” prometta di contrastare il problema creando maggiore uniformità nell’incidenza vaccinale.