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"Unwashed": l'ultimo trend in fatto di ecologia

“Unwashed”: l’ultimo trend in fatto di ecologia

Unwashed” è l’ultimo trend, in fatto di ecologia, anche tra le star di Hollywood. Ma in cosa consiste esattamente e perché sta facendo così discutere?

Puzza come un cane pastore” sono le parole che Angelina Jolie ha dedicato al suo ormai ex marito, Brad Pitt; che sia stata una ripicca o meno, l’attore sex symbol di tutti i tempi ha aderito, per motivi etici, a questo trend già da tempo.

Per Johnny Depp, invece, c’è una motivazione forse meno ambientalista e più egoistica: “Un rapporto controverso con l’igiene”, pare.

Parole ancora più dure per Mickey Rourke, da parte di Kim Basinger, co-protagonista con lui nel film dalle scene bollenti “9 settimane e mezzo“. Nonostante la moda sia recente, infatti, l’attore non sembra abbia mai avuto una passione per la pulizia: “Baciarlo era come leccare un posacenere sporco” ha dichiarato l’attrice.

Ma sarebbero tantissime altre le star adepte dell'”unwashed”, come Russel Crowe, Robert Pattinson, Colin Farrell e Matthew McConaughey; quest’ultimo, in particolare, avrebbe dichiarato: “Non ho mai utilizzato un deodorante in vita mia“.

Ma come mai questo stile di vita sta prendendo così piede, e non solo tra i VIP?

La scelta etica

Nonostante l’abitudine di lavarsi regolarmente non sia condivisa, da sempre, da tutti alla stessa maniera per i più svariati motivi, il trend “unwashed” pare trovi origini etiche (ma, certo, ci sarà anche qualcuno che usa questa concomitanza di eventi come scusa).

È stato stimato infatti che, per una doccia, il quantitativo di acqua utilizzato sia all’incirca di 50 litri. Se a questo si aggiunge il litraggio necessario per tutte le altre mansioni della giornata (lo scarico del wc, lavarsi i denti, le mani etc), si arriva, secondo i dati ISTAT del 2015, a 245 litri di acqua pro capite al giorno. Una quantità elevatissima.

Inoltre, c’è da considerare il fatto che, nelle nostre tubature e nei nostri scarichi, non finisce soltanto acqua, ma una miscela di detergenti e saponi di ogni tipo, da quelli utilizzati per la pulizia della casa a quelli scelti per il corpo ed i capelli.

Un cocktail di sostanze chimiche che, di certo, non può giovare al pianeta, così come, in molti casi di eccessi e smodatezza, non fa bene nemmeno a noi.

Da qui l’idea di abbandonare completamente questo stile di vita, optando, in media, per una doccia alla settimana e uno shampoo ogni 10 giorni.

Ci sono però anche varianti sul tema, come persone che si lavano quotidianamente, ma senza sapone.

L’importante, assicurano gli “unwashers”, è lavare quotidianamente (“o quasi“, ha detto qualcuno) le parti intime, le ascelle, i denti e tutte quelle zone “sensibili” alla vita sociale e all’igiene personale.

Rispetto l’ambiente ma anche gli altri“, ad esempio, ha detto sorridendo l’ex presidente del Wwf Fulco Pratesi, impegnato in questa lotta allo spreco dell’acqua già dal 2007.

Le origini di questo stile di vita

I primi a parlare di “unwashed”, e lo si intuisce dalla parola stessa, sono stati gli statunitensi, dove questa presa di posizione ha cominciato a mettere radici e ad espandersi.

Oggi la si ritrova anche nella nostra Europa, con grande attenzione da parte dei francesi, sicuri del fatto che le abitudini odierne, in fatto di igiene, discendano dal bombardamento mediatico che, negli anni 70, i primi media (Radio e Tv), ormai accessibili a tutti, hanno operato.

Una sana via di mezzo

Ci sono poi una serie di siti web, forum e gruppi social in cui si discute di come utilizzare prodotti naturali, che non facciano male né all’ambiente né al nostro corpo; molti sono di ispirazione vegetariana/vegana, poiché il tutto è nato, inizialmente, con l’interesse di non nuocere agli animali (un altro interessante punto di vista per considerare le origini della corrente di pensiero).

In questo modo, cercando di tenere i rubinetti chiusi quando serve e di non lasciarli a lungo aperti senza motivo (come quando ci insaponiamo sotto la doccia o ci spazzoliamo i denti), anche una doccia al giorno non diventa un grande affare, perché i prodotti che si utilizzano non sono nocivi in nessun modo.