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"Una scomoda verità 2": arriva il sequel firmato Al Gore

“Una scomoda verità 2”: arriva il sequel firmato Al Gore

Si terrà a Roma, venerdì 20 ottobre, sul palco dell’Auditorium del MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, l’anteprima dell’attesissimo sequel del documentario “Una scomoda verità” di Al Gore.

Sono passati 11 anni dall’uscita del film-documentario “Una scomoda verità”, che ha reso noto Al Gore al mondo ambientalista: un’apertura a tutto tondo sui pericoli e sulle ripercussioni del Global Warming, premiato anche agli Oscar nel 2007 e che è valso, al suo creatore, il Premio Nobel per la Pace.

Chi è Al Gore

Come in ogni ambito mediatico, naturalmente, non mancarono le polemiche alle vittorie conquistate: pochi giorni dopo l’assegnazione dell’Oscar, infatti, The Guardian affermò che le bollette riguardanti l’energia elettrica dell’ultimo anno, di casa Gore, sarebbero state equivalenti addirittura a circa 20 volte la media nazionale annua.

In effetti, a quell’epoca Al Gore era già molto più che celebre, anche a livello politico: dal 1993 al 2001, infatti, era stato Vicepresidente degli Stati Uniti durante il mandato di Clinton.

Anche in quel caso non erano mancate le polemiche: entrambi erano giovanissimi e condividevano tantissime idee, per cui, per molti, sembrarono quasi l’uno lo specchio dell’altro, come se al comando ci fosse un’unica entità “doppia”.

Al Gore era, quindi, già più che abituato a sopportare le critiche del pubblico, in positivo ed in negativo, per cui, anche in campo ambientalista, è andato avanti per la sua strada senza troppi intoppi materiali o psicologici, creando anche, nel 2005, il Climate Reality Project, un ente no-profit volto proprio alla ricerca di soluzioni per la questione dei cambiamenti climatici che è stato coinvolto anche nell’assegnazione del Nobel per la Pace.

Il documentario

Titolo ufficiale del docufilm è “An inconvenient sequel: Truth to power “ed ha raccolto già alcuni consensi tra gli addetti ai lavori in ambito ambientalista, come LifeGate, il cui direttore scientifico, Simone Molteni, ha riferito: “Il film è una potente chiamata alle armi, ci riporta all’urgenza della situazione e alla necessità di abbandonare i combustibili fossili e passare all’energia rinnovabile. Oggi dobbiamo attivarci tutti in fretta e in maniera efficace. Questa è l’azione più semplice ed importante che possiamo fare“.

Tutto partirà, come nel film precedente, dalla vita pubblica di Gore, ripercorrendo il decennio che si è completato tra le due pellicole e spaziando tra temi come la rivoluzione energetica e la politica internazionale, senza dimenticare, ovviamente, la questione Trump.

La pellicola è diretta da Bonni Cohen e Jon Shenk e racconta non solo dei danni prodotti dal surriscaldamento globale, ma anche delle catastrofi naturali che hanno interessato il mondo nell’ultimo decennio, offrendo un occhio interessato ai possibili rimedi adottabili, a partire sin da subito, per la salvaguardia del pianeta: uno su tutti l’abbandono dell’oro nero in previsione di dare maggior spazio alle risorse energetiche pulite e rinnovabili.

Non ci resta che aspettare la risposta del pubblico a livello globale.