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legno di risonanza val di fiemme

Una campagna di crowdfunding per salvare il bosco di Stradivari

Se c’è una cosa a cui l’uomo non si abituerà mai è dover accettare che possano accadere catastrofi naturali completamente fuori dal suo controllo, spesso anche causa di ingenti danni assolutamente imprevedibili e gravi.
È quello che è successo questo autunno nel cosiddetto “bosco che suona“, in Val di Fiemme.

Sarebbe proprio tra gli abeti rossi della Foresta di Paneveggio che il liutaio più famoso di sempre, il maestro Antonio Stradivari, avrebbe passato ore a girovagare per trovare il legno migliore per i suoi violini. 

È proprio qui, infatti, che crescono quelli che vengono definiti “abeti di risonanza“, degli alberi che custodiscono tra i propri anelli un segreto capace di diventare melodia, poiché si tratta di una materia prima già antica di secoli (si parla dai 150 ai 250 anni di vita), forgiata naturalmente in dotti linfatici stretti e lunghi che conferiscono alle note un’armonia molto simile, concettualmente, a quella di un organo.

Strumenti pregiati

Gli abeti rossi si trovano, in genere, nel bosco naturale, ad un’altitudine dai 1500 ai 1900 metri; ne vengono abbattuti circa 2000 per volta, di cui solo l’1% è considerato da risonanza e per questo indirizzato diversamente per la costruzione di strumenti musicali come violini, violoncelli, contrabbassi, chitarre ed altri strumenti a corda, con una raccolta che segue alla precisione il calendario lunare. Si parla, anzi, addirittura di “legno lunare” perché il taglio avviene subito dopo il novilunio di Dicembre.

Il crowdfunding

Purtroppo, il maltempo di inizio autunno ha devastato moltissimi di questi alberi, addirittura abbattendoli al suolo, con il rischio che pioggia, muffe e – successivamente – l’arsura estiva possano fare danni irreparabili; il timore è che si potrà finire solo per riciclare quel preziosissimo legno per utilizzi meno nobili, come per forgiare materiali di imballo o legno cippato, ridotto in scaglie per approdare in stufe e caldaie. Sarebbe un vero spreco.

Ecco perché la Ciresa, azienda operante sul territorio proprio nella lavorazione del legno per strumenti musicali, ha ritenuto opportuno attivarsi, affiancandosi alla Forestale e alle istituzioni, lanciando una campagna di crowdfunding mirata ai liutai e, ovviamente, ai privati cittadini. L’intento?

Richiedere dei pagamenti anticipati per acquisti programmati nel futuro (per i liutai) o piccoli prestiti (da parte dei cittadini), con la garanzia che la somma venga restituita grazie alle future e contemporanee compravendite, nell’arco di massimo 3 anni; per tutti è prevista una ricompensa attraverso una tavoletta personalizzata realizzata proprio in legno di risonanza e sagomata a forma di violino.

Ad oggi, 213 alberi sono stati salvati su un totale di circa 1300-1500 metri cubi di legno pregiato: il quadruplo del fabbisogno annuale regolare, numeri che rendono tutto il lavoro ancora più faticoso.

Per offrire un riscontro in real time, infine, è stato pensato proprio a tutto: una pagina del sito web della ditta, infatti, è stata dedicata proprio alla segnalazione dei vari pagamenti arrivati, facendo luce sul piccolo gruzzoletto in accumulo in maniera assolutamente trasparente.