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Umore e geografia: in Italia si è più felici al Sud?

Umore e geografia: in Italia si è più felici al Sud?

Merito della “cultura resiliente“, come è stata definita, il Sud Italia sembra decisamente in vantaggio per quanto riguarda disturbi legati alla depressione.

Sono anni ormai che si parla della “fuga dei cervelli“, non solo dall’Italia verso l’estero ma anche all’interno dello stesso Paese, riferendosi a migrazioni di massa dal Sud verso il Nord.

I meme e gli sfottò online sono tantissimi riguardo il divario tra Meridione e Settentrione e, più o meno scherzosamente, sono tante le componenti ancestrali che fanno di questa divisione anche un po’ l’entità dei cittadini delle varie regioni italiane.

Ma se da un lato il Nord sembra offrire condizioni lavorative ed organizzative migliori, dall’altro il Sud è la terra del turismo, del mare, del sole, a cui tutti gli appartenenti hanno davvero difficoltà a rinunciare.

E, da quanto risulta dalle statistiche, ne hanno ben ragione.

La ricerca

Lo studio è stato condotto a cavallo tra ottobre 2016 e marzo 2017 dalla Fondazione BRF (Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze) su un campione di 1800 persone, tra i 18 e i 70 anni, composto da un numero leggermente superiore di donne rispetto agli uomini (51,7%).

Le città prese in considerazione hanno coinvolto sia regioni del Nord che del Sud e, in media, la percentuale totale dei depressi è stata il 9,8%. Ma tra le due parti d’Italia il distacco è stato consistente.

I risultati al Nord e al Sud

Le percentuali definitive riguardo a chi si sente depresso nelle diverse città prese in considerazione, sono state, ordinando in senso decrescente:

  • Udine 14,3%
  • Mantova 14,1%
  • Piacenza 12,7%
  • Ancona 11,4%
  • Lucca 10,4%
  • Campobasso 10,2%
  • Perugia 9,4%
  • Salerno 8,7%
  • Siracusa 8,1%
  • Foggia 7,8%
  • Cagliari 7,2 %
  • Cosenza 6,7%

Il divario tra le città del Nord e quelle del Sud è più che evidente.

La coordinatrice della ricerca, la dottoressa Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa, e il sociologo della salute Mario Campanella, hanno affermato: “Non è una sorpresa che le città del Sud abbiano un minore influsso depressivo, sia per la presenza del sole che per una cultura resiliente diversa. I cittadini cosentini e sardi hanno anche riferito la presenza di un ambiente culturale e sociale orientato alla solidarietà“.

L’interpretazione dei risultati

In sostanza, citando il celebre aforisma darwiniano, “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti“.

Sarebbe proprio nelle difficoltà che contraddistinguono, in certi ambiti, la vita al Sud, che si ritroverebbe la ragione di una resilienza diversa e, quindi, un approccio differente ai problemi della vita; perché quelli, in fondo, sono uguali per tutti, ma i tessuti sui quali si forgiano le personalità e le reattività, invece, possono essere molto diversi.

Combinando tutto questo, poi, con condizioni climatiche certamente più favorevoli al meridione, tirare le somme diventa veramente semplice.