UE per l'ambiente: nuove norme per 10 prodotti in plastica monouso
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UE per l'ambiente: nuove norme per 10 prodotti in plastica monouso

UE per l’ambiente: nuove norme per 10 prodotti in plastica monouso

Sarebbero 10 i prodotti che hanno richiamato l’attenzione della Commissione Europea per una differente gestione di alcune produzioni aziendali, in favore dell’ambiente.

È del 2017, ma ha fatto già storia, lo scatto di Justin Hofman, arrivato fra i finalisti al Natural History Mueseum’s Wildlife Photographer of the Year, diventato famoso in tutto il mondo: si tratta di una foto, scattata quasi per caso, immortalata nelle acque inquinate nell’isola di Sumbara, in Indonesia. Il soggetto? Un bellissimo cavalluccio marino che nuota aggrappato ad un cotton fioc.

Un simbolo davvero forte di quello che sta accadendo sul nostro Pianeta e che ci riguarda tutti molto da vicino.

I 10 oggetti incriminati

Ci sono oggetti che vengono, tutt’oggi, realizzati in plastica che sono bollati come estremamente pericolosi per l’ambiente, perché molto piccoli, e quindi facili da disperdere, nella loro interezza o anche solo in alcune parti (si pensi ai tappi delle bottiglie). La Commissione Europea ha proposto una serie di nuove normative per regolamentare la produzione di questi potenziali inquinanti, stilando una procedura da proporre alle aziende che li producono.

Bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini dovranno essere realizzati esclusivamente con materiali sostenibili, mentre i contenitori monouso concepiti per contenere bevande saranno ammessi solo con tappi e coperchi attaccati (in modo che non si disperdano). Inoltre, saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali esistono comode soluzioni alternative e si limiterà l’uso degli altri, con l’obiettivo di ridurne il consumo.

Un provvedimento che coinvolgerà anche direttamente i produttori che, dal canto loro, dovranno rispettare severi requisiti di progettazione ed etichettatura, oltre ad obbedire ad obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti, contribuendo a coprirne i costi. Sono previsti anche incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti, mentre si lavora sulla sensibilizzazione delle masse nei riguardi di oggetti considerati pericolosi per il nostro ecosistema, come contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, tazze, prodotti del tabacco con filtro, borse di plastica in materiale leggero, salviette umidificate e palloncini. In particolare, per questi ultimi e gli assorbenti igienici, sono previste altre contromisure rappresentate da un’etichettatura standard che contenga informazioni riguardanti smaltimento, contenuto in plastica e impatto sull’ambiente.

Raccolta di bottiglie

Altro tassello della normativa riguarda le bottiglie di plastica: la vera rivoluzione, per molti comuni nazionali che sono ancora distanti troppe miglia, in linea ideale, da questo tipo di concezione, riguarderà il fatto che, entro il 2025, gli Stati membri della UE dovranno non solo raccogliere il 90% delle bottiglie monouso per bevande, ma anche introdurre sistemi di cauzione-deposito.

Pesca

Anche gli attrezzi per la pesca rappresentano, incredibilmente, un grave problema. Perduti e abbandonati in mare e sulle spiagge, rappresentano, infatti, il 27% dei rifiuti collezionati sui nostri litorali: un’evidenza a cui si sta cercando una soluzione attraverso una regolamentazione che introduca regimi di responsabilità del produttore secondo i quali i fabbricanti saranno tenuti a coprire i costi della raccolta di questi articoli lasciati abbandonati, per poi conferirli agli impianti portuali; ma non solo. La proposta riguarderà anche il fatto che gli stessi dovranno anche provvedere ai costi del trasporto e del trattamento, oltre a quelli relativi alle misure di sensibilizzazione.

Una linea molto dura, quella proposta dalla Commissione, che passerà ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio.