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Torna la Fashion Revolution Week con l'hashtag #WhoMadeMyClothes

Torna la Fashion Revolution Week con l’hashtag #WhoMadeMyClothes

Quest’anno si ripeterà, per la terza volta, la settimana dedicata alla moda etica, la Fashion Week Revolution, con un’iniziativa tutta personalizzata dall’hashtag #WhoMadeMyClothes.

Solo tre anni di vita eppure già una portata planetaria: è questo la Fashion Revolution Week, che si ripeterà quest’anno nelle date dal 24 al 30 aprile, coinvolgendo 92 Paesi in tutto il mondo, tra cui anche l’Italia, con l’evento portante del 27 Aprile, a Milano, e la campagna coordinata dalla stilista Marina Spadafora e sostenuta da Altromercato (la maggiore realtà del Commercio Equo e Solidale nostrana) e dall’ente umanitario indipendente ActionAid (che in Italia, come nel resto del mondo, si occupa di contrastare le cause della povertà e l’esclusione sociale).

Le origini dell’iniziativa

Sono tantissime le personalità del panorama VIP ad essersi appassionate alla questione della moda etica, negli ultimi anni, come la stilista Stella McCartney e la giovanissima attrice (e ambasciatrice della causa nel mondo) Emma Watson. In questo panorama generale, la Fashion Revolution Week sta sicuramente cercando di fare quanto più possibile non solo per informare, ma anche per cercare di creare consapevolezza negli acquisti, spronando vecchi e nuovi brand ad uniformarsi a concetti di trasparenza e sostenibilità, a tutti i livelli.

La spinta è sicuramente stata la tragedia che, nell’aprile 2013, ha riguardato il Rana Plaza in Bangladesh, un edificio di ben otto piani, dichiarato pericoloso ed inagibile proprio il giorno prima del misfatto, che costituiva il polo produttivo tessile di moltissime grandi aziende a livello planetario, come Walmart, Auchan e Benetton. A causa di un crollo devastante (e, come detto, annunciato, ma molti dipendenti furono minacciati di perdere il salario di un intero mese se non si fossero presentati al lavoro) persero la vita circa 1130 persone e 2500 rimasero ferite. Un evento che, anche per le successive mosse a livello organizzativo e politico, ha cambiato per sempre la storia e la società. Auchan, Walmart e Carrefour, ad esempio, non hanno voluto firmare gli accordi per il risarcimento alle famiglie vittime.

Fashion Week Revolution 2017

Oltre all’evento milanese, in Italia sono previste tantissime iniziative grazie alla collaborazione con Botteghe Altromercato.

Ma la novità di quest’anno riguarda la possibilità di essere parte attiva ed interattiva della campagna, attraverso una semplice fotografia corredata da hashtag.

È possibile infatti indossare un capo al contrario, in modo che si possa guardarne l’etichetta, scattarsi una foto e caricarla online con l’hashtag #WhoMadeMyClothes (“Chi ha fatto i miei vestiti”), accompagnato da quello relativo al brand su cui si vogliono avere informazioni. In questo modo si sproneranno le varie case di moda a riflettere sulla questione, soprattutto perché cominceranno a circolare notizie ufficiali da vagliare, poi, per i futuri acquisti. Un invito indiretto, insomma, ad esplorare le possibilità della moda etica.

Un’azione anche necessaria se si pensa che l’industria della moda è stata stimata come seconda, per impatto globale sull’inquinamento planetario, solo all’industria petrolifera.