YourMag » Sessualità » Tensioni in azienda? Arriva la Sex Counselor
Tensioni in azienda? Arriva la Sex Counselor

Tensioni in azienda? Arriva la Sex Counselor

La sessualità è qualcosa che riguarda le nostre pulsioni più intime, eppure la sua “salute” si riflette in tutte le azioni e i comportamenti che adottiamo nel quotidiano. Da qui, per una psicoterapeuta italiana, è nata l’idea di una consulente sessuale… aziendale!

Il caso Weinstein, che ha recentemente fatto tremare Hollywood e tutte le poltrone fino ad oggi ritenute intoccabili, immuni e oltremodo sicure del panorama VIP, è solo la punta di un iceberg che poggia il suo basamento in situazioni molto più ordinarie e che toccano le vite di ognuno di noi.

Molestie, abusi, scatti d’ira e di aggressività sono le sfaccettature attraverso le quali molti dipendenti ed impiegati di tutto il mondo sono costretti ad interfacciarsi nel mondo del lavoro, con capi d’azienda e colleghi che, spesso, sfruttano la loro posizione di “potere” per esercitare manipolazione e ricatti, in tantissimi casi anche a sfondo sessuale.

Se, da un lato, la vicenda del noto produttore cinematografico ha dimostrato come, oggi, sia divenuto pericoloso davvero per tutti adottare questo tipo di atteggiamenti, senza sconti di pena o segreti troppo a lungo nascosti per nessuno, allo stesso modo, però, restano tantissimi i casi che sarebbero da segnalare, sepolti sotto l’impellente esigenza che, in tanti, hanno di lavorare, lasciando passare in secondo piano se stessi, i propri traumi, la propria dignità, sopita dietro quelle silenziose situazioni di malessere e sofferenza che considerano un prezzo da pagare per avere una sicurezza economica.

La sex counselor aziendale: il progetto di Francesca D’Onofrio

Una vita dedicata alla psicologia e al benessere della famiglia e della coppia, quella di Francesca D’Onofrio, nota al pubblico per diverse attività svolte nel settore: è, infatti, psicoterapeuta familiare ma anche formatrice e consulente, avendo svolto a lungo l’insegnante di educazione sessuale nelle scuole; ma non solo. Ritrovandosi a collaborare con “La Valigia Rossa“, un’azienda tutta al femminile che opera nel settore dei cosmetici e degli accessori per la sessualità, ha iniziato ad occuparsi di Sex Toys, scrivendo anche un libro dal titolo “In viaggio con la valigia rossa. Indagine casuale e semiseria sulla sessualità delle italiane di oggi“: una finestra, insomma, sul modo di vivere il proprio corpo e la propria sessualità. L’obiettivo era quello di dimostrare quanto, in un’era apparentemente “libera” e sdoganata dai tabù come quella moderna, ci sia, in realtà, ancora tanto da fare.

È, in effetti, idea condivisa da molti psicologi (a partire dal padre della psicanalisi, Freud in persona) quella secondo la quale una sessualità mal vissuta porterebbe ad una serie infinita di problemi nel quotidiano, sia in ambito familiare che lavorativo. Da qui, l’idea di far nascere una figura, come quella della sex counselor aziendale, che possa sciogliere le tensioni a partire proprio dal luogo dove si spende la maggior parte delle ore della settimana, a contatto con colleghi, supervisori, clienti, dirigenti d’azienda.

Il parere della terapeuta

Il sex counseling, a differenza di quello che si fa in psicoterapia, non consiste nel lavorare sul problema ma sulle risorse. Gusti e fantasie sessuali, qualunque esse siano – asserisce la D’Onofrio – non vanno mai trattate come deviazioni ma, anzi, accolte ed esplicitate, verbalizzate, anche realizzate, laddove sia possibile. L’obiettivo degli incontri è proprio ottenere una self-confidence in tal senso e una assertività con il partner: una buona sessualità nasce fuori dal letto, attraverso pratiche di consapevolezza e espressione di sé. La vita, per essere piena, necessita anche dell’erotismo. (…) In azienda, questo lavoro è particolarmente funzionale perché spesso è proprio l’inibizione interna di pulsioni, desideri e fantasie a fare esplodere aggressività, abusi, molestie, giochi di potere, stalking, etc. Se all’interno di se stessi gli istinti sono lasciati liberi di essere, non ci sarà bisogno di scaricali in esterno, magari a spese di altri“.