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Teenager: preferiscono le storie serie ai piccoli flirt

Teenager: preferiscono le storie serie ai piccoli flirt

Se pensate che i ragazzi giovani vivano di passione e che passino da un flirt all’altro, dovrete ricredervi. A farvi ricredere sarà una ricerca francese.

Lo studio del sociologo Cristophe Giraud si intitola “L’Amour réaliste. La nouvelle expérience amoureuse des jeunes femmes” e dimostra che i ragazzi sono più propensi ad impegnarsi in storie serie e durature piuttosto che a cambiare partner frequentemente.

In realtà la ricerca si concentra sulle ragazze ma, ovviamente, riguarda un’intera generazione, quella dei ragazzi ventenni, sia femmine che maschi.

I teenager di oggi rinunciano alla passione per le storie durature. Ma è un bene?

Che i ragazzi giovani preferiscano le storie stabili non deve stupire. In un periodo di crisi ed insicurezze economiche e lavorative, per i giovanissimi avere una relazione solida rappresenta un punto fermo nella loro vita. Ma che i teenager si leghino così presto non è sempre un bene.

La ricerca della tranquillità sentimentale può interferire in modo negativo sulle scelte di studio o di lavoro

In alcuni casi in cui il rapporto è più simile ad un matrimonio che ad una normale storia di amore tra adolescenti, l’attaccamento all’altro o all’altra è talmente forte e, a volte, morboso, da essere poco salutare sia per la coppia che per il futuro dei due componenti di essa. Tante ragazze, ma anche tanti ragazzi, decidono magari di rinunciare ad una università prestigiosa o a studi e lavori all’estero per non lasciare il fidanzato o la fidanzata. Tutto questo, naturalmente, pregiudica il loro futuro universitario e, in alcune circostanze, pure quello lavorativo e fa preoccupare molti genitori, che non vedono di buon occhio questi legami così stretti. Padri e madri non hanno scelta e sembra che debbano adattarsi alla situazione, pur non condividendola affatto. Così, si ritrovano ad avere il fidanzato o la fidanzata sempre in casa, anche a dormire o in vacanza, e a fare amicizia con i consuoceri, prima di quanto sarebbe necessario ed opportuno.

A formare la coppia sono la consuetudine e l’amicizia

Ad unire in modo così indissolubile questi giovanissimi, secondo il sociologo francese, non sono l’attrazione, la passione o il brivido, ma elementi più concreti. Ciò che conta veramente, infatti, è avere gli stessi obiettivi nella vita o, se questo non accade, avere accanto qualcuno che ti permetta di perseguirli e raggiungerli, e condividere tutto, dagli amici agli interessi, passando per le famiglie.

La “prima volta” può aspettare, ma anche il matrimonio

Questa ritrovata “serietà” si riflette pure sull’età in cui i teenager hanno il primo rapporto sessuale, età che si alza. Secondo i dati sulla sessualità del Censis, infatti, per il 59,1% la “prima volta” non è prima dei 17 anni. Ed anche l’età in cui ci si sposa aumenta e i dati Istat indicano che l’età media per convolare a nozze è 36,6 anni per gli uomini e 32,6 anni per le donne. Complice, in questo caso, pure la disoccupazione giovanile.