Summertime Blues: la sindrome stagionale estiva
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Ragazza che guarda il tramonto sul mare

Summertime Blues: la sindrome stagionale estiva

Vacanze da programmare, sole, caldo e cielo azzurro: com’è possibile sentirsi tristi e sottosopra, d’estate? Eppure è una condizione condivisa da molte persone, proviamo a scoprire perché.

Del Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) e del Christmas Blues ce ne siamo occupati più volte, andando a sviscerare tutti i motivi per i quali, anche in giorni di festa, si è più a rischio malinconia e, anzi, le statistiche parlano di un tasso di suicidi più alto rispetto al resto dei mesi dell’anno.

In realtà, questo scenario, purtroppo abbastanza tipico, si ripete anche nei caldi mesi estivi, proprio quelli in cui, in teoria, ci si dovrebbe sentire più rilassati perché si stacca dal lavoro e si programmano le tanto agognate vacanze.

Come mai?

Il parere degli esperti

Diverse ricerche e scienziati hanno chiarito la faccenda, attraverso articoli comparsi su testate internazionali del calibro di Telegraph e Huffington Post: sarebbe tutta una questione di somatizzazione e stress psicofisico.

Anche le statistiche hanno fornito un contributo prezioso: sembra che i crimini, in estati soprattutto inaspettatamente torride, aumentino in percentuale e che i mesi estivi siano connessi a malesseri fisici e psicologici, a loro volta legati anche a vicissitudini personali.

C’è, in effetti, da tenere conto che chiudere l’anno lavorativo con stanchezza già accumulata e temperature proibitive è alquanto stressante, senza contare che ognuno di noi ha una storia diversa e combatte battaglie personalissime e completamente differenti tra loro: c’è chi non può permettersi di programmare una vacanza, chi ha da risolvere problemi in famiglia prima di potersi organizzare, chi ha una salute cagionevole, magari soffrendo di pressione bassa, disidratandosi, sudando e agitandosi maggiormente rispetto agli altri, e chi non ha sufficiente resilienza per combattere contro un tempo atmosferico, per quanto bello, insostenibile, finendo per diventare più intollerante ed aggressivo sia sul lavoro che negli affetti del quotidiano.

D’altro canto, è stato dimostrato che l’aumento delle temperature causa un’accelerazione della frequenza cardiaca, un aumento del livello di testosterone e attiva reazioni metaboliche che mettono in funzione, più del solito, il sistema nervoso simpatico, a sua volta responsabile delle nostre reazioni agli stimoli

Insomma, se in inverno è la mancanza di luce e l’avvicinarsi delle festività più importanti dell’anno, a catapultare molte persone in uno stato depressivo e malinconico, d’estate si vive un senso di disagio continuo a causa dell’umidità e delle alte temperature, matrici, secondo Brent Solvason, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali alla Stanford University, anche di disidratazione e colpi di calore che, in qualche caso, possono influenzare l’umore, il comportamento e, raramente, anche danneggiare il cervello. 

La soluzione

Secondo gli esperti, l’unica via per eliminare l’incombenza di un forte periodo di stress, che potrebbe guidarci a fare scelte di cui, poi, pentirci, è quella di “sfogare” all’esterno: iscriversi in palestra, montare un sacco da boxe in casa, fare lunghe passeggiate da sole o in compagnia del proprio cane. Ovviamente la raccomandazione è di evitare le ore di punta per allenarsi e di scegliere l’abbigliamento più idoneo alle temperature esterne.

Può essere salvavita anche “sciogliere” un po’ la tensione con esercizi distensivi per le articolazioni, roteando polsi, collo, braccia, busto… senza mai dimenticare di idratarsi e di integrare preziosi sali minerali!