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Stress da rientro? Prova un approccio zen con il sakura per l’ufficio

Stress da rientro? Prova un approccio zen con il sakura per l’ufficio

Sembrava così lontano, eppure eccolo qui: settembre è arrivato, portandoci inequivocabilmente, ancora una volta, tra le pareti del nostro ufficio, a contatto con i nostri colleghi ed il nostro capo. E se esistesse un approccio zen per affrontare tutto questo?

Shimazu Kiyohiko, ex buisinessman di successo giapponese, ha deciso di condividere i suoi segreti zen con il mondo attraverso un libro: “Il primo sakura dedicato all’ufficio“. Si tratta di un manuale che punta ad una vita lavorativa più soddisfacente, a rapporti tra colleghi più appaganti e ad una maggiore produttività, basandosi sulle tecniche e le filosofie buddiste.

I consigli

Non volendo entrare nel merito del libro, che è sicuramente completo e ricco, è possibile estrapolare alcuni insegnamenti di base, che si possono mettere in atto sin da subito, magari evitando un rientro troppo brusco al lavoro.

Qui e ora

Tra gli insegnamenti della filosofia buddista, sicuramente quello che spicca è il “qui ed ora“.

D’altro canto, anche qualcuno per noi molto più familiare, Sant’Agostino, ha vissuto secondo un suo celebre aforisma tutta la vita: “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro“.

Farne un monito aiuta a ridimensionare tanti problemi passati che, appunto, non esistono più, e tanti futuri che non esistono ancora e, in fondo, non si sa se esisteranno mai… quindi perché preoccuparsi in anticipo?

A piccoli passi

A volte può capitare di sentirsi sormontati ed intrappolati nella spirale degli impegni e, purtroppo, anche degli imprevisti. Come fare a non avvilirsi davanti a cataste di carte da esaminare e compilare o davanti ad un’agenda stracolma di appuntamenti e memo?
Semplice: non guardare tutta la “scala” ma cominciare a salire, piano piano, un gradino alla volta. Arrivati in cima, ci si renderà conto di aver fatto tutto (e forse anche di più!) senza ansie, senza crisi da prestazione e con una calma interiore diversa, che ben si accompagna ad una lucidità superiore!

Fugacità

È importante tenere presente che, nella vita, tutto è fugace e può finire, per i motivi più imprevedibili, da un momento all’altro. La vita stessa, in fondo, è a tempo determinato. Questo non è un motivo per non viverla esattamente come non è un motivo per non coltivare rapporti sociali. “Ogni cosa a suo tempo” e ogni cosa “ha” il suo tempo. Accettarlo significa gioire di più dei momenti positivi e fare tesoro di quelli negativi, abbracciando sempre la possibilità di fare nuove esperienze.

Umiltà

C’è chi ha fatto dei titoli che ha ricevuto (“professore”, “dottore”, “ingegnere”) tutta la sua vita: la sua personalità, il suo ego, le scelte di vita e persino la sua famiglia e le persone del proprio entourage vengono scelte in base a questo. Altri, invece, con un’autostima più bassa, vivono pensando di dover compiacere chi è più in alto di loro, cercando in questo modo di accattivarsi favori e qualche aumento in busta paga. Tutto questo ovviamente genera astio, sentimenti negativi e poco simpatici nelle persone con cui si è a contatto ogni giorno. Ecco perché l’umiltà è una dote che non dovrebbe mai mancare a nessuno: vivere secondo il proprio Io più interiore, senza appariscenze e senza ostentare un falso  è l’unica via per guadagnarsi la stima altrui… ed anche per accettare con serenità eventuali critiche!

Lasciare la zona di comfort

Un’altra cosa in cui siamo tutti bravi è restare nella nostra zona di comfort per quanto, paradossalmente, sia scomoda a volte. Lasciare qualcosa di noto, anche se negativo, per tuffarci nel dubbio dell’ignoto ci spaventa sempre. È vero che si dice che “chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova” ma è pur vero che “chi non risica non rosica“. Tutto sta a dare priorità al detto giusto!