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Stress: cos’è davvero e come combatterlo

In questo particolare periodo storico ritroviamo molto frequentemente la parola “stress” nei nostri discorsi. La vita frenetica che ci è “capitata” o che, per meglio dire, in qualche modo scegliamo, ne è matrice. Ma come spesso accade, la terminologia pecca di specificità. Cerchiamo di capirci di più.

Quando si parla di stress la mente corre subito a quello stato psichico che ci porta a stare in tensione, nervosi, quasi nevrotici, in momenti della vita piuttosto pieni e ingarbugliati, dove trovare il bandolo della matassa sembra quasi una mission impossibile. Ma non è, in realtà, proprio così.

Lo stress in medicina

Per i medici, lo stress indica il modo in cui rispondiamo agli stimoli esterni, in base alle risorse disponibili in quel momento e alla nostra capacità di problem solving. Naturalmente, i problemi e le questioni quotidiane non arrivano mai una per volta, e tutto andrebbe “calcolato” ed eseguito al meglio delle proprie possibilità, in relazione a tempo, energie e disponibilità.

Il più delle volte questo accade e le giornate, per quanto impegnate e faticose, passano velocemente, caricandoci di sensazioni positive e di soddisfazione: in questi casi si parla di eustress, stress “buono”; quando, invece, ci sentiamo incapaci di fronteggiare le esigenze del momento, per qualsivoglia motivo, lasciandoci trasportare dall’onda della negatività, finendo per fare poco e male, si parla di distress, ovvero stress “cattivo”.

Ma allora come fare a vincere lo stress patologico?

Come vincere il distress

Sembrerebbe più facile a dirsi che a farsi, ma non è così. Imparare a conoscersi a fondo vuol dire anche imparare a gestire meglio la propria vita e le proprie emozioni e, ovviamente, tra queste, anche quelle legate allo stress negativo.

La prima cosa da metabolizzare è che non siamo supereroi e non siamo invincibili; non possiamo fare tutto nell’esatto momento in cui ci pensiamo. La cosa migliore, soprattutto nei momenti “full”, è occuparci dello stretto necessario, obbligatoriamente cercando anche piccoli spazi per se stessi, in cui rilassarsi e dedicarsi ad attività che piacciono e che rendono soddisfatti, aiutando l’autostima e la pace interiore ad aumentare. Programmare al meglio le giornate ed i periodi interi in base alle risorse disponibili e alla propria attitudine mentale del momento è sicuramente un’ottima strategia.

Tra i momenti da dedicare a se stessi, poi, ce n’è uno che dovrebbe accomunare tutti: quello in cui impariamo a respirare. Non ce ne rendiamo conto, ma anche le fasi in cui riprendiamo fiato e cerchiamo di rilassarci non sono poi così “libere” dai pensieri e dalle tensioni della giornata. Un trucco? Stendersi sul letto o accomodarsi su una poltrona e cercare di respirare “di pancia”, senza alzare le spalle, inspirando a pieni polmoni e poi espirando lentamente con la bocca. In questo modo i tessuti si ossigeneranno di più e, anche a livello fisico e psicologico, ci sentiremo molto meglio. Provare per credere!

Altra componente è la scelta delle frequentazioni: ognuno di noi ha, indiscutibilmente, i suoi momenti no e il suo percorso di vita, ma ci sono persone che non sono in grado di fronteggiare tutto questo e, spesso, usano gli altri come “pattumiera” per i propri problemi, i propri sfoghi e le sterili lamentele di vita. Quando a tutto questo non c’è soluzione e le persone si rivelano semplicemente negative, è meglio allontanarsene o dedicar loro meno tempo del solito; la vita è troppo breve e complicata per aggiungere continuamente veleno, che finisce, inevitabilmente, per intossicarci.

Infatti, un’altra componente d’aiuto anti-stress è proprio la ricerca delle soluzioni: lamentarsi può aiutare, per un momento, a sfogarsi, ma non risolve nulla; solo un’attenta analisi e la voglia di superare determinate situazioni può servire davvero, e questo vale per tutti.

Inoltre, sopire emozioni, evitare di esprimere ciò che si prova e reprimersi sono altre fonti di accumulo di stress negativo nel nostro corpo, che spesso si può manifestare anche con somatizzazioni più o meno gravi.

Alimentazione e fitoterapia

Se lo stress provoca fame nervosa, l’ideale è fiondarsi in frigo e addentare… il primo alimento sano a disposizione. Finire in grandi “abbuffate” che poi sfociano in chili di troppo e brufoli, di certo, non farà altro che apportare ancora altri motivi per sentirsi stressati e in colpa. Meglio, quindi, virare su cibi sani, come ortaggi, verdure, yogurt e snack non fritti.

Per combattere, invece, nottate insonni o momenti di grande nervosismo, si può ricorrere a infusi e tisane (ma anche integratori) a base di camomilla, valeriana, passiflora, biancospino e griffonia (quest’ultima nemica anche dell’appetito nervoso): d’inverno una tazza calda e fumante, condita con un po’ di miele, è un vero toccasana a tutti i livelli, per il corpo e per la mente.