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sport da combattimento arousal ed intelligenza emotiva

Sport da combattimento, Arousal ed Intelligenza Emotiva

Gli sport da combattimento, che vedono implicati due antagonisti in un’occasione competitiva squisitamente sportiva, fanno parte della cultura umana praticamente da sempre, ritrovandone tracce anche in tempi antichissimi.

Se, però, fino a non tantissimo tempo fa, era pensiero comune che si trattasse di discipline esclusivamente maschili, oggi sono tantissime le donne che si appassionano, anche riscuotendo successi importanti, a questo tipo di sport. E la cosa può apparire quasi stramba, se non la si analizza al microscopio: le donne di oggi hanno sì acquistato maggior voce in capitolo, libertà di espressione e di scelta, ma è pur vero che restano sempre, intimamente, legate alla parte più interna della propria personalità: le emozioni.

Ma cosa c’entrano le emozioni con il combattimento?

Se pensiamo al ruolo che hanno le emozioni nella nostra vita ci viene facile pensare che, spesso, ci aiutano o, al contrario, ci sbarrano la strada in determinate occasioni: l’ansia per un esame, ad esempio, può fare brutti scherzi se non si riesce bene a gestirla.

Allo stesso modo, quello che un atleta “sente” lo riversa in un combattimento: stima di sé, ansia, paura, voglia di vincere, poca autostima saranno tutti carburanti, oppure veleni, per la prestazione che sta per offrire, diventando compagni o nemici di quella sfida.

Non solo, quindi, per uno sportivo di questo tipo è importante raggiungere un buon equilibrio psico-fisico tutto personale, ma è fondamentale imparare a dominare le proprie emozioni, se necessario a nasconderle al proprio avversario e, soprattutto, ad entrare in empatia con lui, cercando di capire, carpire ed indovinare le sue sensazioni per coglierlo di sorpresa e vincere.

Ecco perché più che di sport, spesso, in questi casi si parla di “discipline“: la mente ha un ruolo primario per un buon successo e una buona resa.

Arousal e Intelligenza Emotiva negli sport da combattimento

In psicologia fisiologica si parla di arousal (parola che in inglese sta per “eccitazione”, “risveglio”) per intendere una condizione temporanea del sistema nervoso di generale eccitazione, in risposta ad uno stimolo; in questa fase si nota un maggiore stato di vigilanza e di pronta reazione agli stimoli esterni.
L’arousal è presente negli uomini come negli animali e si attiva nel momento in cui sono necessarie prestazioni psicofisiche di alto livello o durante eventi verso i quali abbiamo grandi aspettative (un esame, una competizione sportiva, un incontro sessuale): il comune denominatore è la forte concentrazione necessaria. Nel frangente di questa “attivazione”, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa aumentano, in sintonia con la condizione generale di maggiore allerta sensoriale.

Al di là dello sport e della competizione, l’arousal trova la sua origine nella nutrizione, nella lotta alla sopravvivenza, nella conservazione della specie, ma è uno stato che può comparire anche in momenti meno “sani”, come in individui in astinenza da alcool o da barbiturici, in seguito ad un coma da trauma cranico, attacchi epilettici, persino morbo di Alzheimer etc.

Si capisce, quindi, come negli sport da combattimento sia importante entrare in sintonia con se stessi per regolare e dominare il più possibile questa attivazione psicofisica!

E’ a questo punto che entra in gioco l’intelligenza emotiva, quella capacità, cioè, di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni, proprie ed altrui.

Ecco perché solo chi ha la facoltà di modulare la propria attivazione psicologica ha in se stesso il segreto per vincere!