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Spegnendo il cervello per più di 10 giorni si rischia Alzheimer e atrofia

Il morbo di Alzheimer e la vita sedentaria sono strettamente legati. Diverse ricerche hanno confermato che condurre uno stile di vita senza fare attività fisica e avere un’alimentazione troppo ricca di grassi non solo predispone alle patologie cardiovascolari, ma incide sulla salute del nostro cervello che rallenta la sua attività.Lo confermano i risultati di uno studio condotto presso l’Università del Marylnad e reso pubblico di recente sulla rivista “Frontiers in Aging Neuroscience”.

Il rapporto tra sedentarietà e morbo di Alzheimer
Gli studi fino a oggi condotti su una malattia come l’Alzheimer non hanno ancora delineato in modo chiaro le cause, ma si è arrivati a capire quali sono le condizioni che possono predisporre a questa forma di demenza senile.
Gli studi condotti presso l’Università americana del Maryland hanno preso in esame un campione di soggetti che nella vita avevano regolarmente fatto sport e continuavano anche in età avanzata.
La riprova di quanto la sedentarietà può influire sull’insorgenza e la progressione dell’Alzheimer è stata quella di invitare i soggetti dello studio a non fare alcuna attività fisica, o comunque di condurre una vita tipicamente sedentaria, per 10 giorni.
Durante tale periodo gli stessi sportivi sono stati sottoposti a una serie di TAC per verificare l’attività e la risposta del cervello.
E’ risultato è stato strabiliante perché in soli 10 giorni l’ossigenazione di un organo così importante era sensibilmente diminuita. La carenza di ossigeno e quindi di vascolarizzazione erano evidenti in particolare nell’ippocampo, tra le cui funzioni c’è quella relativa ai ricordi della memoria a lungo termine e all’orientamento.
In soli 10 giorni di stasi dall’attività fisica i risultati hanno mostrato un importante risultato che mette in guardia da uno stile di vita ritirato e che non riguarda solo gli anziani.

I sintomi dell’Alzheimer e la prevenzione
L’Alzheimer può avere un’insorgenza relativamente precoce, già dopo i 50 anni ed è per questo che, alla luce delle conoscenze attuali, è fondamentale mettere in atto delle misure di prevenzione a cominciare da un’attività fisica regolare, per continuare con un’alimentazione sana sul modello della dieta mediterranea ricca di frutta, verdura, pesce e carboidrati con la carne e i formaggi da mangiare un paio di volte a settimana.
Bisogna coltivare interessi, hobby, alimentare la curiosità e tenersi occupati in attività stimolanti sia a livello fisico che mentale.
Tra i primi sintomi a insorgere con il morbo di Alzheimer ci sono i vuoti di memoria e il disorientamento fuori casa, ma anche cambiamenti repentini di umore, scatti di rabbia incontrollati e difficoltà ad adattarsi a persone e situazioni nuove. Prevenire e alleviare i sintomi del morbo di Alzheimer è possibile e bisogna iniziare fin da giovani continuando nella terza età.