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Smartphone e social: il cattivo esempio dei genitori

Smartphone e social: il cattivo esempio dei genitori

I bambini e gli adolescenti sono sempre più dipendenti dagli smartphone, questa è una realtà triste e risaputa, ormai. E i loro genitori?

Purtroppo mamma e papà lo sono tanto quanto i loro figli, se non di più. La cosa più grave, poi, è che non danno il buon esempio pur riprendendoli spesso per l’uso del telefonino.

A sollevare il problema, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, è stato il compitino di un bambino americano di seconda elementare a cui la maestra ha lasciato un pensierino dal titolo “Raccontami di un’invenzione che non ti piace e perché”. E il piccolo non ha avuto dubbi: l’invenzione che odia di più è lo smartphone di sua madre, che non se ne stacca mai.

Smartphone e social: perché i genitori non riescono a dare il buon esempio

Come ha scritto il bambino, la madre usa sempre e di continuo il telefono, togliendo tempo a lui e al rapporto madre e figlio. Il problema, però, è diffuso perché anche altri alunni hanno raccontato lo stesso disagio. Un altro aspetto che non va trascurato è anche la mania di tanti genitori di postare le foto dei loro figli, una mania sempre più dilagante e che non tiene in alcun conto il volere dei minori. Che cosa fare allora per insegnare a mamma e a papà a dare il buon esempio?

Lo sharenting va controllato

Si chiama così l’impulso irrefrenabile di tanti genitori di mettere sui social network video, foto ed informazioni sui loro figli e sulla loro famiglia. Questo è un problema che colpisce tanti genitori, che predicano bene con i loro figli adolescenti e che, invece, si comportano peggio di loro. Sono stati fatti tanti studi su questo argomento ed uno britannico, fatto pochi anni fa, ha rivelato che un bambino già a 5 anni ha sui social network mille contenuti che lo riguardano. Immagini, video e post pubblicati da mamma e papà che, naturalmente, non hanno chiesto la sua opinione in merito.

Il grande disagio dei ragazzi

I ragazzi vivono con grande disagio la dipendenza dal loro smartphone e, anche in questo caso,  le ricerche su questo tema non mancano. L’anno scorso c’è stata quella condotta da Digital Awareness Uk e dalla Headmasters and Headmistresses Conference, che ha spiegato che un ragazzo su tre ha chiesto ai genitori di usare molto meno il telefono. La situazione e talmente allarmante che il 14% degli intervistati ha dichiarato che mamma e papà controllano lo smartphone anche quando sono a tavola. Un momento in cui, invece, dovrebbe essere bandito e la regola dovrebbe valere per tutti: adulti e ragazzi.

Una prima regola da applicare per cercare di superare questo problema è “predisporre un cestino dentro a cui inserire tutti i telefoni quando si è a casa”, questo “aiuterà a non farsi tentare dalle notifiche in arrivo”, a suggerirlo è lo psicologo e psicoterapeuta torinese specializzato sulle dipendenze da social network, Alberto Rossetti.