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Sindrome di Calimero: quando tutto sembra complottare contro di te

Sindrome di Calimero: quando tutto sembra complottare contro di te

Se una nuvoletta nera e gonfia di pioggia sembra inseguirti, se le sfortune si calamitano intorno alla tua esistenza e l’unica cosa che ti riesce meglio è lamentarti di quanto la vita sia ingiusta, potresti soffrire della sindrome di Calimero.

Non è giusto però!” era il leitmotiv di un personaggio dei cartoni animati molto amato dai bambini del secolo scorso: Calimero. Piccolo, con un mezzo guscio d’uovo per cappello, questo pulcino nero si affacciava alla vita con curiosità, ma anche con quella vocina quasi fastidiosa e quell’atteggiamento un po’ mesto che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

Lo stesso way of living è quello condiviso da coloro che sentono di appartenere ad un’esistenza fatta di scocciature, sacrifici, ingiustizie, rinchiusi in una prigione mentale fatta di pregiudizi (su se stessi) e lamentele; persone la cui compagnia può diventare anche noiosa, in casi particolarmente accentuati, e la cui vita sembra non essere in grado di dare stimoli positivi.

Sindrome di Calimero: come combatterla

Come accade in tante altre situazioni, il primo, fondamentale, passo da fare è prendere consapevolezza della propria condizione: negare di avere un problema che riesce a influenzare la propria vita e quella delle persone intorno, infatti, non fa altro che cronicizzare e peggiorare le cose.

Una volta aperte le porte verso il nostro interno, ci si può cominciare a porre le domande giuste… sperando di trovare le risposte corrispondenti.

Da dove arriva, realmente, il malessere? Quand’è che abbiamo cominciato a sentirci poco considerati, sfavoriti, bisognosi d’ascolto o troppo rimproverati?

La maggior parte degli atteggiamenti che assumiamo, infatti, deriva dal modo in cui abbiamo vissuto l’infanzia e l’adolescenza: se ci sono stati eventi traumatici, se chi avrebbe dovuto prendersi cura di noi non l’ha fatto nel modo giusto o se, addirittura, sono stati “preferiti” altri fratelli o sorelle, è molto probabile che si siano sviluppati dei disagi in età adulta, tra cui, appunto, proprio la Sindrome di Calimero.

Guardarsi dall’esterno

A volte si è così concentrati sulle proprie sfortune che si diventa incuranti di quelle altrui, anche se magari di entità maggiore: si diventa “egoisti, esclusivisti del dolore“.

Ma, a guardarsi dall’esterno, viene più facile esaminarsi e prendere il coraggio di fare qualcosa per cambiare: a nessuno, infatti, piace interagire a lungo con chi non sa reagire alle difficoltà della vita e finisce per piangersi sempre addosso, esattamente come nessuno ha interesse a coltivare rapporti con persone che riescono a vedere soltanto la propria sofferenza, senza riuscire ad essere un punto di riferimento nemmeno per le persone amate.

A volte, basta questo semplice stimolo per riuscire a trovare il giusto input per inoltrarsi nel cambiamento. Altre volte, invece, si scoprono ferite interne così laceranti, sanguinanti e profonde che l’aiuto necessario può essere ritrovato soltanto tra le braccia accoglienti di un buono psicoterapeuta: la qualità della vostra vita vi ringrazierà!