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Sexting: meglio parlarne al più presto con i figli

Sexting: meglio parlarne al più presto con i figli

Il sexting, scambiarsi foto e video intimi via internet, è un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra gli adolescenti e i preadolescenti.

In Italia questo fenomeno è in crescita. Nel nostro Paese, infatti, il 7% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha ricevuto messaggi sessuali attraverso il web e i social network.

Questo comportamento è rischioso e, proprio per questo motivo, gli esperti consigliano di affrontare al più presto l’argomento con i propri figli, facendone un tema di educazione sessuale da dibattere tranquillamente in famiglia.

Sexting: come aiutare gli adolescenti a difendersi dai pericoli di questo fenomeno

Alcuni esperti interpellati dal New York Times sostengono che sia fondamentale parlare di questo tema con i figli, piuttosto che essere sorpresi se si scopre che fanno sexting.

E’ importante ed utile spiegare loro di cosa si tratta e quali sono i pericoli, perché, come sostiene la psicologa Sheri Madigan, questa pratica “sta diventando una componente normale dell’atteggiamento sessuale e dello sviluppo degli adolescenti l’età media in cui si possiede uno smartphone è ormai di 10,3 anni”.

Com’è la situazione in Italia

Anche in Italia il fenomeno del sexting è presente ed in continuo aumento. Di questo argomento si è occupato anche l’ultimo studio Eu Kids, dedicato ai ragazzi, al loro rapporto con internet e ai rischi e alle opportunità che derivano dall’uso della rete. I dati rivelano, dunque, che rispetto al 2010 e al 2013 la percentuale degli adolescenti (dai 15 a 17 anni) a cui vengono inviati messaggi e video hot è in crescita (dal 6% del 2010 al 9% del 2013, al 12% del 2017).

Tra i teenager maschi le percentuali cambiano leggermente, si va dal 5% del 2010 al 7% del 2013 e al 12% del 2017. Lo studio Eu Kids, inoltre, spiega che un terzo dei ragazzi intervistati si è detto turbato dalla loro ricezione. Tra le ragazze, poi, la percentuale sale al 67%; mentre tra i ragazzi il 29% si è detto felice. Più si abbassa l’età dei destinatari, però, maggiore è il disagio ed il fastidio di essere vittime di sexting e, così, il 56% dei ragazzini tra gli 11 e i 12 anni resta turbato, al contrario il 55% di quelli tra i 13 e i 14 anni ne resta soddisfatto.

Gli adolescenti fanno meno sesso, ma non su internet

Come succede negli Stati Uniti, poi, anche se i giovani fanno meno sesso, l’attività su internet non ha subito alcun tipo di calo. Un altro studio, infatti, ha rivelato che il 14,8% degli adolescenti aveva inviato contenuti sexy e il 27,4 li aveva ricevuti. Infine, esiste un altro fenomeno odioso e pericoloso da non sottovalutare: quello di diffondere tra amici i messaggi sexy e questo lo fa il 12% dei ragazzi.

L’intervento dei genitori

Madri e padri non devono sottovalutare il problema, ma devono affrontarlo nel modo più corretto: senza demonizzare il sexting, ma spiegandone i rischi. Il messaggio ai genitori di Megan Moreno, pediatra dell’università del Wisconsin, è: “Cercate di vedere il sexting tramite i loro occhi: spiegate che può essere una cosa normale da fare e da chiedere, ma che è rischiosa e se ci si trovasse in difficoltà bisognerebbe parlarne”.