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Sesso: quanto conta la frequenza?

Sesso: quanto conta la frequenza?

Sesso e frequenza: c’è una reale correlazione che va al di là del “come” o sono tutti miti della femme fatale e del casanova di turno?

Quando si parla di sesso, spesso alle persone piace “dare i numeri”: relativamente alle dimensioni, alla frequenza, alla durata dell’atto in sé. Ma siamo sicuri che si possa valutare tutto in maniera così univoca, fredda, e soprattutto uguale per tutti?

La vita sessuale va vissuta in maniera unica e personale

In verità, la caratteristica che più è in grado di correlarsi alla soddisfazione personale e/o della coppia, in tema sessualità, è la complicità.

Chi riesce a trovare un partner con cui instaurare un dialogo (anche senza parole) ed una chimica ideali, sicuramente ne trarrà un grado di appagamento maggiore rispetto a chi, magari, vive più incontri, ma senza alcuna qualità.

È un po’ la lotta tra il latin lover e l’uomo innamorato: moltissime ricerche hanno stabilito che il sesso migliore sia quello che si fa con una persona che si ama profondamente.

Quindi non c’è storia: i miti e le leggende nati per intavolare discorsi da bar, tra amici ed amiche, restano tali!

Il segreto è la comunicazione

Ma come raggiungere questo Nirvana della sessualità?

La prima cosa su cui riflettere è il fatto che è molto difficile, cambiando continuamente partner e avendo solo rapporti occasionali, trovare una vera situazione ideale di complicità e di intesa, perché si tratta di qualcosa che va costruito piano piano, nel tempo, con chi si frequenta, scoprendo a vicenda le passioni, le fantasie e i personalissimi “punti deboli”, in senso positivo, dell’altro.

Viene quindi spontaneo, a questo punto, agganciarsi ad un altro pensiero: quanto è difficile comunicare i propri desideri?

C’è chi riesce a spogliarsi senza problemi, ma non riesce ad esprimersi senza vergognarsi: sicuramente un aspetto da legare ancora al fatto che si vive di rapporti mordi-e-fuggi, dove nulla viene costruito e nessuna barriera viene abbattuta. In una coppia stabile, invece, dovrebbe (ed il condizionale è d’obbligo, perché ci sono donne che non si aprono mai davvero, nemmeno ai propri mariti) venire naturale, con il tempo, affidarsi all’altro in ogni senso, comunicando, in qualunque maniera si desideri, ciò che più piace e, ovviamente, anche ciò che non piace affatto.

Perché su una cosa si è tutti d’accordo: dire no deve venire facile almeno quanto dire sì!

Saper dire di no

In effetti, al rovescio della medaglia c’è il fatto che, come in molti hanno vergogna di comunicare, altri hanno problemi a dire di no e finiscono per concedersi controvoglia, pur di non “far dispiacere” il partner. Può capitare anche che donne si ritrovino a dover fare delle cose non eccessivamente gradite, tra le lenzuola, senza il coraggio di opporsi, pur di compiacere l’altro.

Imparare a dire di no è importante almeno quanto imparare a dire di sì a ciò che piace e che genera piacere: la comunicazione, in sostanza, è l’unica vera arma che può sancire una vita sessuale appagante, a parte la chimica… altro che numeri!