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Sesso in terza età: perché rinunciarci?

Sesso nella terza età: perché rinunciarci?

Alcuni sostengono che la vecchiaia, cambiando il nostro organismo, ci renda incapaci di amare; io non sono affatto d’accordo. La vostra amante, divenuta intima amica, vi dà altri piaceri, i piaceri del tramonto. Era un fiore del mattino durante la stagione dei fiori, una rosa, e la sera, quando non è più il tempo delle rose, diventa un frutto delizioso” – Stendhal, “De l’amour”.

“Il curioso caso di Benjamin Button” è solo un film ma, nella stragrande maggioranza dei casi, le persone considerano davvero gli anziani come ragazzini, bambini o, al massimo, adolescenti, dimenticando la grande esperienza che hanno maturato in tanti anni di vita e il lungo percorso che li ha portati ad essere chi sono. In questo ambito, anche la sessualità viene idealmente accantonata, poco discussa, male affrontata; si dà per scontato che la vita sessuale in anziani e disabili sia assente, ma ci sono studi che testimoniano il contrario.

Le statistiche

Non che la solitudine vada demonizzata ma, di certo, per una coppia di anziani che vive ancora insieme e può godere anche degli aspetti più intimi della loro condivisione, la vita è sicuramente più dolce, qualitativamente migliore ed anche, a quanto pare, più lunga.

In uno studio condotto dal sessuologo John Bancroft del Kinsey Institute e pubblicato sul “New England Journal of Medicine“, con campione un gruppo di anziani di età compresa fra i 75 e gli 85 anni, è emerso che il 38,5% degli uomini e il 16,7% delle donne avrebbe avuto un rapporto sessuale con un partner nell’anno in corso. Una statistica che dimostra anche quanto sia verosimile pensare che gli uomini ricerchino partner più giovani, dato il grande scalino di separazione tra le due percentuali.

Uno studio simile è stato condotto anche nel nostro Paese, nel 2000, dal Censis: si è scoperto che si rivelavano sessualmente attivi il 73,4% delle persone intervistate fra i 61 e i 70 anni e il 39,1% degli over 70.

Come si trasforma la sessualità

Di certo, non ci si può aspettare che l’approccio al sesso in età avanzata sia lo stesso dei ventenni; d’altra parte non sarebbe nemmeno auspicabile. La sessualità cambia insieme alla crescita, in base alle fasi della vita e anche in merito al partner che si frequenta: quando c’è buona sinergia, si cambia insieme e si trovano nuovi equilibri fatti a due, ed è una cosa molto bella da condividere anche negli anni, in una vita insieme. Non è importante nemmeno un rapporto sessuale completo, o la ricerca “obbligatoria” della penetrazione: l’erotismo, in età matura, può assumere tutt’altre forme e ritmi, regalando emozioni differenti ma sempre appaganti e sincere.

D’altro canto, c’è molto più tempo da dedicare e tantissima esperienza alle spalle da convogliare in quei momenti; ed è indubbio che chiunque sperimenti ancora una vita sessualmente attiva in anzianità ha, di certo, standard qualitativi di vita più elevati.