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Selvicoltura di precisione: arrivano droni e satelliti per il verde urbano

Selvicoltura di precisione: arrivano droni e satelliti per il verde urbano

La tecnologia è, da sempre, amata e odiata per le sue immense possibilità che, talvolta, se usate nella maniera sbagliata, possono anche diventare problematiche e pericolose. Ma c’è sempre del buono da salvare!

Li abbiamo usati per “spiare” il mondo con Google Earth e per divertirci con gli amici a esplorare territori vicini, o persino eventi sportivi e concerti: parliamo dei satelliti e dei droni. Strumenti ormai installati nelle nostra vite a tempo indeterminato, ed inizialmente con dei ruoli un po’ interrogativi, se non addirittura superflui, per qualcuno.

Oggi, invece, possiamo cominciare a capire quanto l’utilizzo di questi strumenti innovativi possa aiutarci, anche nel quotidiano, con antifurti, sistemi di controllo, ma anche in campo ecologico.

La nuova proposta del Crea

Si è appena tenuto, dal 20 al 22 Settembre, un workshop intitolato “Nuove tecnologie per il monitoraggio dei servizi ecosistemici delle foreste urbane”, organizzato dal Crea (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria), all’interno del progetto Urbanfor3.

In quest’occasione, i ricercatori dell’ente hanno presentato la loro nuova proposta per tenere sotto controllo boschi ed alberi.

Il presidente, Salvatore Parlato, ha introdotto così l’argomento: “La ricerca del Crea ha saputo cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per mettere a punto soluzioni all’avanguardia per rendere più semplice affrontare la sfida della sostenibilità ambientale. Droni e satelliti, infatti, possono essere impiegati per il monitoraggio dello stato di salute, segnalando eventuali zone affette da malattie o da parassiti, o per il monitoraggio e la rilevazione di incendi, consentendo in entrambi i casi un intervento tempestivo. Siamo solo agli inizi ma possiamo già intravedere un futuro in cui le nostre scelte saranno orientate sempre più verso una gestione ancora più razionale delle risorse naturali“.

In effetti, gli studi fatti si sono basati su due tipi di raccolta dati: il primo, più “regolare”, è avvenuto attraverso tecniche micro-meteorologiche, in grado di stimare, in tempo reale, la capacità delle foreste urbane di assorbire gas ad effetto serra ed inquinanti. Il secondo, più innovativo, è stato realizzato attraverso satelliti e droni, per definire la natura specifica di ogni “isola” di verde urbano, lo stato di salute dei boschi, il loro accrescimento e la composizione specifica dell’ecosistema forestale.

Ma non è tutto.

WebGIS: il supporto alla pianificazione del verde urbano

C’è anche un altro strumento che sta per arrivare e che incuriosisce molto studiosi ed appassionati.

Si tratta di WebGIS, una tecnologia che sarà a disposizione degli utenti e che riuscirà ad identificare aree verdi, a quantizzare gli inquinanti assorbiti ed anche a simulare che tipo di area green sarebbe ideale in quella specifica zona per fare “un lavoro migliore”, qualora fosse necessario. Insomma, una sorta di compagno di lavoro in grado di andare a braccetto con il decoro urbano e con la salute dei suoi cittadini.

Niente male, ci si sente già proiettati verso il futuro!