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Se sei intelligente è merito di tua mamma

E’ di questi giorni la notizia comparsa su Psychology Spot riguardante una ricerca condotta dal professor Robert Lehrke dell’Università del Minnesota che confermerebbe la maggiore responsabilità genetica della madre nel condizionare il livello di intelligenza del figlio.

I geni e l’ereditarietà dei caratteri
Come è noto ormai da molti anni, ogni nuovo essere umano riceve gli stessi geni sia dalla madre che dal padre, i quali poi interagiscono fra loro per determinare la sintesi delle proteine e quindi la costruzione delle strutture organiche di tutto il corpo, nonché il loro modo di funzionare. Successivamente è stato poi appurato che nella maggioranza dei casi soltanto una copia genetica della madre o del padre è attiva per esprimere un determinato carattere. Questo accade perché uno dei due geni di origine paterna o materna può prevalere sull’altro, sopprimendone l’attività e quindi la possibilità di manifestarsi esteriormente.

Il contributo della mamma sul livello di intelligenza

Entrando nel merito della ricerca descritta su Psychology Spot, si apprende che alcuni dei geni deputati alla realizzazione delle strutture preposte al pensiero dell’individuo funzionano solo se vengono attivati dalla madre. Dunque il contributo materno sarebbe essenziale per le future capacità intellettive del nascituro. Questo però non significa che se la madre ha dimostrato di riuscire a raggiungere alti traguardi durante la sua vita a scuola o sul lavoro, automaticamente anche la discendenza avrà garantiti i medesimi risultati. La ricerca si limita a sottolineare la relazione tra i geni materni e la regione cerebrale del pensiero, ossia il fatto che le fondamenta strutturali di questa importante area sono realizzate sotto il controllo dei geni femminili.

Intelligenza? Non solo merito dei geni della mamma

L’intelligenza del bambino non è però condizionata solo dal patrimonio genetico della mamma, in quanto esistono altri riscontri che indicherebbero l’enorme importanza anche del rapporto affettivo tra madre e figlio per lo sviluppo dell’intelligenza di quest’ultimo. Il senso di sicurezza e protezione che il bambino riceve dalla madre è infatti determinante, poiché gli permette di affrontare la vita con un approccio più sereno e aperto, ossia le condizioni fondamentali per stimolare la crescita delle proprie facoltà intellettive.

In conclusione la madre possiede dunque due strumenti per plasmare le capacità del proprio figlio, di cui però soltanto uno è “governabile”. Ma se è vero che l’ambiente condiziona la crescita e la salute di ogni individuo in maniera preponderante rispetto al cosiddetto fattore genetico non controllabile, allora anche la madre meno dotata geneticamente può comunque sopperire facilmente alle mancanze dei propri geni, esprimendo una affettività materna intensa e ricca di emozioni.