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Giornata contro l'omofobia 2018

“Se è omofoba, non è famiglia”: la giornata contro l’omofobia 2018

Il secolo in cui viviamo, che contiene il passaggio di testimone tra due millenni, è definito come un momento di transizione verso la conoscenza, il rispetto e l’evoluzione. Eppure, ci sono ancora moltissimi aspetti che sembrano profondamente radicati nelle idee delle persone, causando danni irreparabili.

Se è omofoba, non è famiglia“: è questo lo slogan dell’Arcigay previsto per la “Giornata contro l’omofobia“, oggi, giovedì 17 maggio.

In effetti, sono ancora tantissime le famiglie dove, troppo spesso, vivono sepolte storie terribili, di figli maltrattati ed abusati perché la loro sessualità non è accettata. Bollata come “malattia” o come perversione, l’omosessualità viene soffocata dietro reclusioni, schiaffi, abusi psicologici e fisici che sarebbe impossibile anche immaginare, da parte di un genitore… eppure accadono.

Il ruolo di Gay Help Line

Da qualche tempo esiste un numero verde contro l’omotransfobia, Gay help line.it (800 713 713), che raccoglie richieste di aiuto e sfoghi di moltissimi per offrire conforto e indicazioni in situazioni di abuso a carattere familiare. In un anno i suoi telefoni hanno squillato 20 mila volte, oltre ad aver collezionato conversazioni in chat, email e messaggi, in maggioranza (70%), per casi di omofobia, ma comprendendo anche 3.200 minori e oltre 400 segnalazioni di maltrattamenti gravi a teeangers, soprattutto da parte dei propri familiari: quando fratelli e genitori possono trasformarsi in aguzzini.

Gli abusi

Sono sconvolgentemente recenti i casi di maltrattamenti avvenuti in famiglia e saliti alla ribalta nella cronaca.

C’è la storia di Giuseppe, napoletano, malmenato dal fratello e dal padre e letteralmente sequestrato in casa; le sue caviglie sono state bruciate gettandogli addosso della benzina. C’è, poi, Marco, del centro Italia, che è addirittura stato obbligato a sottoporsi ad un esorcismo, con tanto di corda per tenerlo legato ad una sedia. Laura, invece, a 12 anni è autolesionista: si infligge punizioni corporali dopo gli abusi della madre successivi all’aver scoperto che amava una ragazza.

E questa è solo una parte infinitamente piccola di un problema molto più grande ed esteso a macchia d’olio, che viene tenuto nascosto, segreto, silenziato pur di non darlo in pasto al dominio pubblico.

La campagna

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo” recita l’incipit di “Anna Karenina” di Lev Tolstoj e racconta, purtroppo, una triste realtà difficile da accettare, o anche solo da immaginare, per molti: riassume, infatti, la circostanza per la quale, in alcuni nuclei familiari, i genitori si rivelino incapaci di soddisfare i bisogni dei figli e, anzi, violenti (psicologicamente e fisicamente), matrici di traumi che segneranno per sempre la vita di chi li subisce, in modi anche inconsci ed impercettibili.

È da qui che è nata l’esigenza, per l’Arcigay, di dare vita ad una giornata contro l’omofobia, per dare uno spunto concreto per il confronto, il dialogo, la riflessione. Il video-spot dell’iniziativa raccoglie anche 4 storie terribili, davvero riportate agli sportelli dell’associazione, mentre il calendario è pieno zeppo di eventi.