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Scuola: è meglio l'istruzione a casa?

Scuola: è meglio l’istruzione a casa?

Mentre il Ministro dell’istruzione Fedeli pensa di tenere le scuole aperte pure in estate, ci sono genitori che non vogliono che i figli le frequentino neanche in inverno, perché li istruiscono a casa.

Si tratta della cosiddetta istruzione parentale, dove i genitori diventano gli insegnanti e la cucina o il soggiorno di casa le aule della scuola domestica.

Nel resto del mondo, dove questo fenomeno è un po’ più diffuso (quasi 70 mila casi in Gran Bretagna e 2 milioni negli Stati Uniti), questa pratica si chiama homeschooling. In Italia, invece, non ci sono dei numeri precisi, perché il Ministero registra tutti i genitori che scelgono l’istruzione parentale utilizzando lo stesso modulo con il quale si dichiara la scelta di altre scuole alternative, che possono essere di vari tipi. Quindi non si può risalire al numero esatto degli homeschoolers.

Scuola: perché ricorrere all’istruzione parentale?

In Italia si è arrivati all’alternativa dell’istruzione parentale grazie all’insistenza ed alle iniziative di una mamma molto attiva come blogger. Erika Di Martino, questo è il suo nome, ha aperto in rete un sito che mette in contatto i genitori che hanno scelto questa via e quelli che sono interessati a saperne di più. Perché scegliere o non scegliere l’homeschooling per i propri figli? Quali sono i maggiori dubbi?

L’homeschooling è legale

Il primo dubbio che viene avanzato da chi non conosce questo modello educativo è se l’homeschooling sia legale. La risposta è affermativa: l’educazione parentale è legale, tenendo presente, però, il fatto che le autorità scolastiche, attraverso un frequente ed attento dialogo con le famiglie, devono controllare che le lezioni vengano impartite in modo corretto e che, quindi, i ragazzi imparino veramente. Infine, se i ragazzi vogliono rientrare nella scuola tradizionale devono sostenere degli esami.

Si impara veramente restando a casa?

Anche questa è una domanda che gli scettici o chi è poco informato sull’homeschooling si pongono spesso. Secondo i fautori dell’apprendimento parentale i ragazzi imparano come se andassero a scuola e, per alcuni, addirittura meglio, perché non si tratta di un tipo di educazione standardizzata ed anche i metodi di valutazione sono diversi. I genitori impegnati in questo progetto e che possono avvalersi anche di altri “contributi esterni”, infatti, temono che nella scuola tradizionale, di massa, si perda l’individualità del singolo. E, così, il bambino rischia di non seguire le sue inclinazioni e di non coltivare le sue vere passioni. Chi sceglie l’homeschooling, inoltre, è talmente convinto della validità di questo sistema che ribadisce con estrema sicurezza che “anche i college più prestigiosi stendono il tappeto rosso a coloro che sono stati educati tra le mura domestiche; più di novecento università nel mondo accettano le iscrizioni degli homeschoolers e tra queste si annoverano Harvard, Princeton, Yale”.

C’è il rischio dell’isolamento?

Anche questo rischio pare scongiurato perché vengono organizzati degli incontri con altre famiglie che hanno scelto l’educazione parentale. In questo modo i ragazzi non restano isolati, ma possono confrontarsi con loro coetanei.