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"Salone della creatività Made in Italy": le start up super green del 2018

“Salone della creatività Made in Italy”: le start up super green del 2018

I giovani sono sempre presi di mira dalle vecchie generazioni ed etichettati spesso come nullafacenti e svogliati. Lo scenario che ci ha messo davanti il “Salone della creatività Made in Italy” organizzato da Coldiretti, però, fortunatamente è molto diverso.

Start up green, voglia di sperimentare e di innovazione: questo il tema di fondo che accomuna i giovani imprenditori del settore agricolo, almeno stando ai progetti saltati fuori dal “Salone della creatività” della Coldiretti.

Uno sguardo al passato che si è tinto di rivoluzioni ed invenzioni geniali, tutte eco-friendly e volte a portare nelle case materiale di ultima generazione, forgiato fondendo tradizione ed innovazione.

Le proposte più interessanti e originali

La prima idea degna di essere menzionata è quella di due amici, imprenditori uno nel mondo del vino e l’altro nel settore artigianale, che hanno dato vita a dei papillon molto eleganti, nonché sgargianti, utilizzando… legni pregiati di barrique dismesse (piccole botti per la stagionatura del vino), impreziosendoli con stoffe e colori.

Un altro successo, per il pubblico, è stato quello del cuscino benessere, fatto interamente con una miscela di semi di cereali, sfruttando il loro potere di assorbire calore e rilasciarlo lentamente: una dote che aiuta a rilassare i muscoli, ad assorbire traumi, a lenire il dolore e le infiammazioni o anche, semplicemente, a riscaldare il letto!

Tornando al settore dell’abbigliamento, c’è chi ha pensato anche a jeans invecchiati in maniera green

Si sa, infatti, che le procedure per dare quel tocco vintage al denim, tanto amato dai giovani, sia il risultato di lavaggi con sostanze chimiche, senza contare che queste operazioni vengono spesso eseguite da operai che lavorano con sostanze pericolose e senza precauzioni, ai limiti dei diritti umani, in zone disagiate del pianeta. Ecco perché l’idea è stata quella di strofinare questo tessuto con della paglia, dandogli quell’aria invecchiata senza nuocere alla salute di nessuno, né lavoratori, né acquirenti.

Quattro amici hanno, inoltre, inaugurato il primo take away marino, fatto di finger food ottenuto con quel pesce che, di solito, è considerato di scarto dai pescatori, tanto da non essere nemmeno portato a terra: aperitivi cucinati nel rispetto delle tradizioni liguri, fatti di hamburger e insaccati di pesce e frittura mista, da preparare e servire direttamente in barca.

Ancora, è stato proposto un sale spray aromatizzato, ottenuto attraverso un processo di estrazione di vegetali, a basso contenuto di sodio, come anche un oggetto moda piuttosto curioso: dalla partnership tra un allevatore di pecore ed suo amico, infatti, sono nati particolarissimi “occhiali contadini” dal design moderno, fatti di fasce di lana intarsiate dentro una struttura in acetato… lasciando i colori naturali del vello delle pecore. Qualcosa di veramente unico ed inusuale!

Nello stesso tipo di ambito rientrano anche alcuni agrigioielli, creati da una giovane imprenditrice, comprendenti monili ricavati da noccioli, pigne, rametti o cera d’api, coinvolgendo anche cortecce, frutta e foglie.

Per i più tradizionalisti, che amano ricordare quanto la cenere, ad esempio, fosse utilizzata, in passato, per smacchiare il bucato, c’è da menzionare il “carbone magico“, ottenuto dalla combustione degli scarti agricoli, usato come concime: un’idea assolutamente conveniente ed eco, perché ricicla residui di potatura.

Infine, vale la pena citare la proposta per il primo mercato agricolo online, con anche la possibilità di effettuare consegne a domicilio, la stalla hi-tech per gli allevatori più moderni, monitorata attraverso pc e smartphone, e l’investimento nella produzione del lentischio, una pianta mediterranea spontanea che, ai giorni nostri, si è scoperto abbia poteri quasi miracolosi nella salute e nel combattere i radicali liberi, causa dell’invecchiamento.

Tante altre le start up che varrebbe la pena menzionare e che, fortunatamente, dimostrano come le generazioni più giovani non abbiano dimenticato il potere della terra e dell’agricoltura, contemporaneamente preoccupandosi di rispettare l’ambiente e, di conseguenza, di tutelare anche la nostra stessa salute.