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Russia: picchiare moglie e figli non sarà più un reato

In Russia la Duma ha dato il via libera alla depenalizzazione delle violenze domestiche, che sono state declassate a illecito amministrativo, sono stati solo 3 i voti contrari.

E’ stato approvato dalla Duma in terza e ultima lettura un progetto di legge per depenalizzare le violenze domestiche declassandole ad un semplice illecito amministrativo, punibile con un’ammenda tra i 5 e i 30mila rubli (circa 80/470 euro). L’arresto da 10 a 15 giorni o 60-120 ore di servizio civile.
Il disegno di legge deve ora essere anche approvato dal Senato e successivamente ottenere il via libera dal presidente Putin, che incalzato da un giornalista durante la conferenza annuale a fine dicembre, Putin era infine capitolato dicendo: “Così si distruggono le famiglie. Meglio non esagerare con la punizione. Non fa bene”.
Sono stati 380 i deputati russi che si sono espressi a favore della proposta di legge e solo tre i contrari.

Questo disegno di legge era stato avanzato dopo che una sentenza della Corte suprema russa aveva depenalizzato le percosse che non infliggono danni fisici, ma non ha toccato il carattere penale delle percosse contro i propri familiari facendo insorgere i conservatori come la senatrice Ielena Mizulina, secondo cui il reato di “violenza domestica” è “anti-familiare”.
Mentre il presidente della Duma, Viaceslav Volodin, ha dichiarato che la depenalizzazione delle violenze domestiche è una “condizione per creare famiglie forti” e che , secondo i sondaggi, il 60% dei russi è a favore di una linea più morbida nei confronti dei maltrattamenti in famiglia, che non arrecano seri danni alla vittima.

Contro il progetto di legge si è mossa anche Human Rights Watch, con una petizione in rete ha raccolto oltre 200mila firme. Migliaia di persone erano attese sabato 28 in piazza Bolotnaya per protestare, ma il municipio ha però negato loro l’autorizzazione.
Ora gli organizzatori sperano di riuscire a indire una nuova manifestazione per il 4 febbraio.