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Riscaldamento eco: meglio legna o pellet?

Negli ultimi anni, l’intero stile di vita di moltissimi cittadini del mondo sta virando verso una conduzione più green: anche chi vive in città si adatta, ad esempio, ad un tipo di riscaldamento invernale più ecologico; ma cosa scegliere?

Quando si parla di riscaldamento ad impatto zero, sicuramente ci si riferisce a quei dispositivi capaci di bruciare biomasse evitando emissioni nocive nell’atmosfera, come camini, stufe a legna e a pellet.

In ognuno di questi casi il “carburante” è naturale e, anzi, la cenere che ne deriva può anche essere utilizzata come fertilizzante per le piante, in un riciclo continuo che fa bene al portafoglio e all’ambiente; ma come conviene regolarsi per capire su quale tipologia di impianto orientarsi?

Caminetto: atmosfera e relax

Il camino porta la mente ad atmosfere vintage, romantiche ed accoglienti, dove il fuoco diventa anche un punto di ritrovo da condividere con gli amici, attorno ad una tavola imbandita per la cena o per una partita a carte.

Il tutto avviene in maniera naturale perché ci fa ripensare alle case di campagna dei nostri nonni e a quelle osterie e taverne rigorosamente costruite in legno che servono leccornie genuine di ogni tipo, dalla carne alle verdure coltivate, magari, in un orto antistante. Il camino è “green” anche nella nostra concezione sociale ed è bello occuparsi dei ciocchi di legno da accatastare per vederli prendere fuoco… ma c’è da dire che non sempre, soprattutto in appartamento, è possibile installare un dispositivo del genere (che prevede un comignolo che esca dal tetto), che l’accensione non è sempre immediata e che avviene sempre in maniera manuale e, infine, che – a paragone con altri dispositivi moderni – sicuramente c’è più manutenzione e pulizia da preventivare.

Pellet: ecologico, versatile ma meno economico

Il pellet altro non è che un materiale ottenuto, per la maggior parte, da riciclo di scarti di falegnameria, combinati insieme ad altri materiali legnosi; la diatriba tra gli ecologisti riguarda il trasporto e l’importazione dall’estero, che porterebbe in Italia un prodotto naturale… sulle ruote di automezzi che camminano grazie a combustibili fossili! Un bel controsenso, che si aggiunge ad un altro problema riguardante le coltivazioni food, che soffrirebbero della richiesta di questo nuovo materiale, con il risultato di un paradosso bello e buono per il quale gli spazi agricoli, che potrebbero essere destinati alla produzione di cibo, vengono invasi da piantagioni miranti al pellet. Problemi che si stanno risolvendo sperimentando coltivazioni no-food apposite e con una produzione nostrana della materia prima.

Dal canto suo, comunque, questa biomassa, nonostante sia un po’ più costosa della legna da ardere, è comodissima perché le stufe si accendono con un click, sporca meno (anche se è sempre opportuno fare una regolare manutenzione del dispositivo per evitare problemi di accumulo di polveri) ed è più facilmente trasportabile e stoccabile.

Tra l’altro, molte stufe di ultima generazione offrono un braciere “lungo”, a fiamma larga, esteticamente molto simile ad un caminetto, che dona alla camera un’atmosfera rilassante. Naturalmente, per l’installazione anche in questo caso bisogna contattare dei tecnici specializzati, perché è necessario che una canna fumaria “sputi” il fumo verso l’esterno.