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Relazioni violente: se i protagonisti sono adolescenti

Relazioni violente: se i protagonisti sono adolescenti

La violenza sulle donne, in Italia, è diventata ormai una triste consuetudine. E ancora più preoccupante è il fatto che i casi siano sempre più frequenti tra le coppie giovani.

La cronaca ogni giorno racconta di coppie di adolescenti in cui regna la violenza e che, in alcune drammatiche occasioni, sfocia anche nell’omicidio.

Quando ad essere protagonisti di questi episodi sono ragazzi molto giovani, un ruolo importante possono svolgerlo i genitori, che devono cercare di aiutare i figli ad uscire da questa spirale di violenza nella quale sono imprigionati.

Relazioni violente: cosa possono fare i genitori per aiutare i figli

Ci sono dei segnali che i genitori possono cogliere per capire se i propri figli sono coinvolti in una relazione violenta. Quando si ha a che fare con adolescenti, magari alla prima esperienza sentimentale, non è semplice vedere questi campanelli di allarme. Ciò accade perché i giovanissimi tendono a sottovalutare i comportamenti violenti del partner e a valutarli come dimostrazione di interesse e di affetto ma, ovviamente, così non è, come hanno dimostrato tanti episodi di cronaca nera. In questi casi, quindi, madri e padri diventano fondamentali perché si eviti il peggio.

Quali sono i campanelli d’allarme da non trascurare

Quando un rapporto è malsano la coppia tende ad isolarsi. I giovani fidanzati che vivono una relazione violenta non frequentano altre coppie o comitive di coetanei, ma amano vivere in simbiosi, come se non ci fosse nessun altro al mondo. Un altro segnale da non sottovalutare è il contesto in cui è cresciuto il ragazzo. Se un adolescente vive in ambiente in cui ha subito o visto perpetrare la violenza, molto spesso è un ragazzo a rischio: violento, possessivo e pericoloso per la sua giovane compagna.

Perché questo accade tra gli adolescenti

I motivi possono essere diversi e non sempre chiari, ma secondo la presidente dell’Ordine degli psicologi della Campania, la spiegazione è che i giovanissimi vivono la loro vita e le loro relazioni superando continuamente il limite e ciò li spinge a “una violazione continua del corpo e degli spazi interpersonali, quasi a negarne la sacralità : […] e questo sfocia nella violenza”.

In quale modo possono intervenire i genitori

Molto spesso succede che in famiglia non si percepisca quello che stanno vivendo i figli. Sia che il figlio subisca la violenza, sia che la compia, tanti genitori non si rendono conto di ciò che accade. Ignorano i comportamenti sbagliati, perché gli adolescenti, all’interno della famiglia, sono sempre più autonomi ed indipendenti. E’ come se genitori e figli vivessero sotto lo stesso tetto, ma in due mondi diversi che si incontrano di rado. Se però ci si accorge che il proprio figlio è invischiato in un rapporto di questo tipo, pur rispettando la sua privacy, non ci si può esimere dall’intervenire. Il ragazzo deve avere la certezza di potersi aprire, di avere un dialogo sincero con i genitori e, soprattutto, di avere il loro sostegno.