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Raccolta Rifiuti Elettronici in crescita in Italia

Raccolta Rifiuti Elettronici in crescita in Italia

La raccolta differenziata, oltre che un dovere, è anche una grande risorsa per tutti: pianeta, contribuenti, economia. Un settore poco “celebre”, in termini di adesione, è sempre stato fin’ora quello dei rifiuti elettronici; le cose però adesso sembrano andare in una direzione più favorevole fortunatamente.

Sappiamo tutti perfettamente come differenziare carta, vetro, plastica, umido… abbiamo imparato anche come organizzare l’eliminazione dei farmaci scaduti, in farmacia, e delle pile scariche, attraverso i punti vendita che espongono le piccole tower per la raccolta; ci siamo attrezzati per gli oli usati e anche per ferro e metalli, ricavandone anche, talvolta, pochi spiccioli donandoli ai rigattieri e a chi utilizza queste materie per trarne altri utilizzi tramite il riciclo professionale.

Ma come ci si comporta con i rifiuti elettronici?

Quali sono i RAEE

Innanzitutto occorre precisare quali oggetti compongono questo tipo di rifiuti.

Si tratta di apparecchiature (o ciò che ne rimane) che, per un corretto funzionamento, hanno (o hanno avuto) bisogno di corrente elettrica o campi elettromagnetici, progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 Volt per la corrente alternata e a 1.500 Volt per la corrente continua. In sostanza, possiamo ritrovare in questa categoria:

  • grandi e piccoli elettrodomestici
  • apparecchiature informatiche per telecomunicazione
  • apparecchiature di consumo (come videocamere)
  • apparecchiature di illuminazione
  • strumenti elettrici ed elettronici (attrezzatura professionale per montaggio e smontaggio mobili, seghe, avvitatori etc.)
  • apparecchiature per sport e tempo libero (tapis roulant, console di gioco)
  • dispositivi medici (tranne quelli, ovviamente, impiantati o infetti)
  • strumenti di monitoraggio
  • distributori automatici

Si capisce come, per il conferimento, ognuno di questi oggetti preveda tempistiche e procedure differenti per cui, sino ad oggi, tutto è andato piuttosto “a rilento” a causa degli oneri economici e temporali annessi al corretto smaltimento. Oggi le cose vanno sensibilmente meglio, anche in Italia, grazie all’impegno dei cittadini, al supporto offerto dalle varie aziende produttrici che garantiscono anche ritiri a domicilio gratuiti, e a quello garantito da alcuni Comuni, che hanno aumentato i centri di raccolta.

Le statistiche

A Milano è stato consegnato il consueto “Rapporto Annuale 2016 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia“, a cura del Centro di Coordinamento RAEE. Ne sono emersi dati numerici interessanti: nel 2016 la raccolta dei RAEE è cresciuta del 14%, con la Valle d’Aosta in testa, grazie anche all’aumento (del 5,15%, arrivando a quota 4107) dei comodi centri di raccolta.

Giancarlo Dezio, presidente del Centro di Coordinamento RAEE, si è detto entusiasta di questo pollice all’insù, ma conclude con un orizzonte ben più ampio, come obiettivo: “Restano ancora ampi margini di miglioramento per arrivare agli obiettivi europei“. Di certo grande merito è da ritrovarsi proprio nella gestione del Coordinamento, che si è impegnato in due sensi, come confermato dallo stesso Dezio: “sono stati erogati dai produttori oltre 14 milioni di euro per migliorare l’efficienza dei Centri di Raccolta e circa 1 milione 800 mila euro per il potenziamento e il miglioramento dei Centri di conferimento. (…) l’accordo di programma sottoscritto nell’aprile scorso con le aziende che gestiscono gli impianti di trattamento dei RAEE va nella direzione di creare un network capace di garantire adeguati ed omogenei livelli di trattamento per garantire standard di eccellenza nel recupero di questi rifiuti“.

Il trend, insomma, è stato positivo per tutto il Paese, con una raccolta complessiva pari a 283.075.012 kgun dato medio pro capite pari a 4,7 kg per abitante. Una crescita che, in percentuale, ha interessato soprattutto il sud e le isole, con un capitolo a parte per Sicilia e Puglia, con dati ancora al di sotto della media nazionale generale.

Informazione e consapevolezza

Naturalmente, la cosa più importante è rendere i cittadini partecipi delle normative e delle informazioni a tutto campo: dall’impatto ambientale a quello economico, elencando anche tutte le possibilità di recupero, ripristino o smaltimento corretto a costo zero tramite ritiro a domicilio o conferimenti nei centri raccolta più vicini. Ciò che è da evitare a tutti i costi, infatti, conclude Dezio, è la dispersione e il commercio illegale di questi oggetti.