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coppia con problemi sessuali

Quando il sesso abbandona il matrimonio: cosa fare?

Molte coppie si trovano ad affrontare una vita sessuale poco attiva, soprattutto dopo aver collezionato diversi anni di convivenza o di matrimonio: un problema molto sottovalutato, spesso cronicizzato, che può avere radici profonde.

Ci sono coppie che, anche dopo alcuni anni di passione intensa e complicità totale arrestano, gradualmente, l’attività sessuale, magari con l’arrivo di uno o più figli o a causa della mancanza di risorse che permettano di mantenere sempre accesa la fiamma del desiderio. Una eventualità molto più comune di quello che si potrebbe credere; secondo gli esperti, nel 2009, in America, il 15% delle coppie sposate non aveva rapporti sessuali da un anno, mentre qui in Italia i numeri si fanno ancora più alti: “il 30% delle coppie sposate da almeno 15 anni non fa attività sessuale o, nella migliore delle ipotesi, si tratta di una sessualità assolutamente sporadica. Il fenomeno sarebbe ancora più grave nelle coppie sposate da più di 30 anni (circa il 50%) e nel 70% dei casi sarebbe l’uomo a rifiutare il sesso” ha dichiarato, nel 2014, l’Associazione Matrimonialisti Italiani (AMI).

Le vie d’uscita: analizzarsi e comunicare

C’è sicuramente da tener presente che, se gli anni passano, aumenta anche l’età e quindi, verosimilmente, anche gli acciacchi ad essa annessi che, in qualche caso, possono portare, ad esempio, all’assunzione di farmaci o a situazioni poco gradevoli in cui, di certo, il sesso è l’ultimo pensiero. Allo stesso modo i ritmi incessanti del quotidiano, tra cura della casa, dei bambini e della carriera possono, ovviamente, essere deleteri e nemici di un clima armonico in cui ci si riesca a ritagliare anche dei piccoli spazi per stare insieme: insomma, qualche breve momento di stasi è più che ammissibile e normale, il vero errore è lasciare andare le cose fino alla cronicizzazione; perché nessuna coppia sana sperimenta mancanza di intesa sessuale, di contatto e di effusioni a tempo indeterminato. Occorre, quindi, farsi delle domande e cercare di analizzarsi con l’introspezione, prima di affrontare il problema a viso scoperto.

Riempite le vostre giornate così tanto da non lasciarvi alcuna possibilità di trascorrere qualche ora spensierata insieme al partner? Evitate il contatto fisico o di andare a letto allo stesso orario pur di non “rischiare” di ricevere delle avances? Avete problemi a guardare insieme scene erotiche in Tv o a parlare di sesso?

Ancora, avete paura che il vostro lui vi tradisca, che non vi trovi più attraenti o che non senta più il bisogno di passare con voi del tempo sotto le lenzuola? Avete maturato una insana ansia da prestazione, magari basata su irrazionali pretese “teoriche” dell’atto sessuale, che vi blocca?

Una volta focalizzato il problema e aperta una linea di comunicazione con se stesse, il passo successivo è condividere queste paure con l’altra persona: potrà essere difficile all’inizio, anche spaventoso, ma tutto è rompere il ghiaccio e fare il primo passo.

E ricordate: come ha affermato lo psicoanalista Massimo Recalcati, “Se una donna resta donna, e non diventa tutta madre, salva il padre“.