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Psiche: è caccia alle app che rendono più infelici

Psiche: è caccia alle app che rendono più infelici

Il nostro smartphone è come se fosse diventato un confidente, che raccoglie le nostre emozioni più disparate, nel bene e nel male; ed è da questa evidenza che ne è nata una ricerca per stanare le app che ci renderebbero più infelici.

Ci sono domande, a volte, a cui è difficile trovare risposte, non perché siano “misteriose”, ma perché abbiamo paura di appurare determinate verità, anche se appaiono a portata di mano.

È un po’ quello che è successo ai ricercatori di Time Well Spent, una società orientata alla progettazione tecnologica anti-cattura-mente, quando si sono posti il problema di esaminare quanto tempo spendiamo insieme al nostro smartphone e, soprattutto, quali app risultano più nocive per il nostro umore (e viceversa, quali app consultiamo quando siamo di cattivo umore).

L’utilizzo dell’applicazione “Moment”

Sembra quasi un paradosso, ma l’unico modo per testare le app in maniera oggettiva e senza influenze personali è… ricorrere ad un’altra app!

In questo caso, i ricercatori si sono serviti di “Moment“, un’applicazione che traccia il tempo passato con lo smartphone tra le mani, tracciando dati e ricavandone preziose statistiche, su un campione formato da 200mila possessori di Iphone.

Ciò che ne è emerso, anche se in alcuni casi era prevedibile, in altri ha lasciato così di stucco da generare riflessioni obbligatorie su come spendiamo il nostro tempo e, soprattutto, perché.

I dati dell’esperimento

In sintesi, ciò di cui ci si è resi conto è che più un’app ci tiene incollati al telefono e più è connessa ad un nostro molto probabile cattivo umore. Qualche esempio?

Percentuali molto alte di utenti felici (anche sopra il 90%) si ritrovano durante l’utilizzo di applicazioni veloci, come quelle legate al controllo del tempo meteorologico, quelle impostate per prendersi cura del corpo, dell’alimentazione, del training, ma anche in ambiti più “spensierati”, come quelle utilizzate per cercare ed ascoltare musica e leggere e-book ed altro.

Percentuali alte (ma si va dal 40% all’80%), invece, di utenti infelici si ritrovano collegate alle app relative ai social (Facebook, Instagram, Twitter…) e a quelle di incontri, dove si crede di poter ricevere una “gratificazione” amorosa-sessuale senza troppi sforzi, e poi ci si ritrova, comunque, insoddisfatti della propria vita, e soprattutto del proprio way of living.

Ci sono poi anche le pericolosissime app di gaming, che creano una vera e propria dipendenza (famoso il caso di Candy Crash) sia attraverso gli obiettivi di gioco che attraverso la grafica.

Insomma, più si spende tempo sullo smartphone dedicandosi a “falsi obiettivi” o “obiettivi falsati”, più che altro temporanei, e più ci si dimentica di vivere la vita reale al di fuori di questo “inferno digitale”, curandone ogni aspetto e facendo sì che ci si ritrovi a condurre un’esistenza degna di essere vissuta.

I consigli

A questo punto Time Well Spent ha anche pensato a come fornire dei consigli che possano essere utili a “disintossicarsi” da questo stile di vita: disattivare le notifiche; evitare di utilizzare la funzione “sveglia” sullo smartphone al mattino, cosa che coincide inevitabilmente con un controllo istantaneo delle varie app sul telefono; tenere sulla schermata principale solo le app veramente utili.

Tutto il resto può aspettare.