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Pornografia: chi sono le donne che ne usufruiscono?

Pornografia: chi sono le donne che ne usufruiscono?

La pornografia ha sempre solleticato la curiosità di tantissimi ma, per un lunghissimo periodo, è stata fruibile solo in modalità piuttosto problematiche, per la privacy, soprattutto per le donne.

Videocassette, cinema a luci rosse, giornalini e trasmissioni televisive notturne: questi erano, fino a non troppi anni fa, i mezzi attraverso i quali si poteva accedere a filmati pornografici.

Sicuramente, nulla di così insondabile e lontano dalla privacy di una persona, tant’è che, per decine di anni, questa fetta di mercato si è ritenuto, di default, che interessasse solo gli uomini.

La verità è che, probabilmente, in una società pesantemente maschilista, dove le donne erano da poco riuscite ad ottenere diritti umani basilari, come quello del voto, sarebbe stato impossibile accettare di trovare, tra il pubblico in una sala cinematografica notturna, una signora… a meno che non fosse “una poco di buono”, una che si guadagnasse da vivere attraverso il proprio corpo.

Per gli uomini, ovviamente, il problema non sussisteva: il loro indiscusso ruolo di “cacciatore” ha sempre permesso di considerare la loro virilità dipendente da quelle stesse cose che, per una donna, implicavano, invece, dissolutezza e mancanza di dignità.

Fortunatamente, però, le cose, pian piano, sono cominciate a cambiare.

Tecnologia: amica/nemica della privacy

Se da un lato l’avvento di internet e della tecnologia moderna ha causato non pochi problemi, legati proprio, paradossalmente, alla violazione della privacy, dall’altro lato la nascita dei dispositivi mobili, ad esempio, ha permesso a molte persone di racchiudere parte delle proprie attività private in quella che il regista Paolo Genovese, nel bellissimo film “Perfetti Sconosciuti”, definisce “la scatola nera della nostra vita”.

Così, consultare siti pornografici, video, immagini e quant’altro, anche per una donna, è diventato infinitamente più semplice, potendo vivere questo momento di curiosa intimità personale in piena solitudine e lontano da occhi indiscreti. Sembra, infatti, non solo che il pubblico femminile interessato a questo tipo di contenuti sia in continuo aumento, ma anche che il vero obiettivo, in molti casi, sia ricercare qualcosa di specifico e poter ottenere risposte esaustive ponendo domande… a modo proprio.

La ricerca svolta in Canada

Sulla rivista Sexuality and Culture è apparso un articolo pubblicato dai ricercatori dell’Università di Waterloo, in Canada.

I risultati condivisi con il mondo sono stati tirati fuori da un’indagine condotta su 28 donne, di gusti sessuali differenti, frequentanti il Sexual Workshop Centre di Toronto, una struttura pensata per permettere alle donne di parlare e discutere della sfera più intima, nel pieno rispetto della privacy. Un campione, in effetti, molto esiguo, ma che dà risultati importanti perché comprendente tutte partecipanti attive nel mondo dei siti web a luci rosse.

Per la donna moderna, insomma, dedicare qualche minuto alla pornografia significa, in qualche modo, esplorare in modo personale la propria identità sessuale, desideri, bisogni, a volte anche ritrovando equilibrio con il proprio corpo e, di conseguenza, una bella fetta di autostima.

Tra l’altro, le ricercatrici hanno fatto notare come, un tempo, lo standard dell’attrice pornografica fosse, più o meno, costante, mentre oggi è possibile trovare online ogni tipo di donna, andando incontro ai gusti di tutti e, probabilmente, offrendo, pur sempre attraverso della finzione, un modello decisamente più “realistico”.

Insomma, sembra proprio che il tempo della donna oggetto si sia concluso, anche nei filmati hard.