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Porno terapeutico: cosa c'è di vero?

Porno terapeutico: cosa c’è di vero?

Sulla questione dei film hard l’opinione pubblica, ma anche quella scientifica, è sempre stata piuttosto divisa. Uno studio pubblicato recentemente su Sexual Medicine, però, sembrerebbe chiarire definitivamente le idee.

Chi avrebbe mai parlato di porno terapeutico, fino a qualche tempo fa? A quanto pare, la versione secondo la quale i film hard inficerebbero mente e corpo può essere, in alcuni casi, completamente smontata. Ce ne parla uno studio condotto da due dottori, Nicole Prause e Jim Pfaus, rispettivamente delle Università UCLA (California) e Concordia (Canada).

I risultati dello studio

La ricerca “Viewing Sexual Stimuli Associated with Greater Sexual Responsiveness, Not Erectile Dysfunction” si poneva l’obiettivo di capire quale fosse la connessione, in positivo o in negativo, tra la vita sessuale delle persone e la visione, più o meno frequente, di filmati hard.

C’è da dire che il campione scelto è stato piuttosto ristretto: solo 280 ragazzi, di circa 20 anni, dei quali 127 avevano una relazione stabile e monogama. La società a livello globale, naturalmente, è molto più variegata e differenziata, oltre che numerosa, per cui si capisce come i risultati di questo studio siano, ovviamente, molto mirati, ma comunque molto interessanti.

Dopo aver chiesto ai partecipanti quante volte alla settimana visionassero film hard, e per quanto tempo, si “misurava” il loro grado di eccitazione durante la visione “live” di queste scene hot. Quelli che si “scaldavano” di più erano quelli che accumulavano più tempo davanti ai porno, con grande sorpresa degli stessi scienziati.

Niente calo della libido, niente fantasie “sognanti”, semplicemente chi passava più tempo “ispirandosi” tramite i filmati pornografici aveva più voglia di fare sesso, in generale, accumulando anche più rapporti sessuali con la propria partner durante la settimana, rispetto agli altri.

A questo punto viene naturale pensare che, qualora si riuscisse anche a conciliare questa abitudine nella vita di coppia, si potrebbero condividere insieme delle esperienze che avrebbero sicuramente un riscontro positivo anche sulla sessualità. Ma c’è sempre da tenere presente che il target di questa ricerca è piuttosto ristretto, formato da giovanissimi e da un numero esiguo di partecipanti; la psiche umana cambia, di sfumatura in sfumatura, su un grande numero di individui. Di certo, comunque, per chi è illuminato da questi risultati, una prova, anche in due, può essere sicuramente fatta!

Niente a che fare con la disfunzione erettile

Ad ogni modo, il dottore Jim Pfaus chiarisce che tutto questo non è in alcuna maniera legato alla funzionalità erettile. In generale, disfunzioni anche ripetute o stranamente preoccupanti si legano alla psiche, all’ansia da prestazione oppure a problemi cardiovascolari e ad un forte abuso di sostanze stupefacenti o alcool.

Nel caso in cui il blocco sia psicologico, invece, la visione di filmati hard può diventare anche una vera e propria controindicazione!