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Parto Cesareo

Parto cesareo potrebbe esporre i bimbi a rischio obesità

Secondo una ricerca della Harvard T.Chan School of Public Health, i bebè nati con taglio cesareo sarebbero a rischio obesità. Il 15% di loro potrebbero infatti, crescendo, indossare una taglia XXL, con maggior probabilità rispetto ai ‘cugini’ che vengono alla luce con parto naturale. Lo studio, pubblicato su ‘JAMA Pediatrics’, si basa sull’analisi di oltre 22mila ragazzi, a cui per 16 anni sono stati somministrati dei questionari per conoscere le loro abitudini di vita.

Obesità e taglio cesareo: c’è davvero una correlazione?
La conferma del collegamento tra obesità e taglio cesareo è arrivata da più di 4.900 giovani che, rispetto ai loro fratelli nati con parto vaginale, hanno dimostrato di avere, in media, il 64% di possibilità di risultare in grave sovrappeso rispetto ai loro stessi fratelli. La ricerca mette in luce altresì come questa procedura chirurgica abbia effetti sul resto della famiglia. È infatti la prima a porre l’accento sul chiaro legame tra rischio obesità e taglio cesareo, nonostante però non siano stati analizzati molti altri aspetti fondamentali, che possono intervenire nel manifestarsi della malattia: come ad esempio il fattore genetico, dati relativi al travaglio ed al parto stesso, indicazioni sul microbiota e altre caratteristiche biologiche del figlio e del resto della prole.

Un bambino obeso sarà un adulto obeso
I bimbi che nascono naturalmente hanno infatti maggiori possibilità di venire a contatto con la flora batterica gastrointestinale della madre, un aspetto che oggi sappiamo essere benefico per il figlio. In compenso, a rinforzare il legame osservato dagli esperti, c’è anche un altro dato: i bimbi nati per via vaginale da mamme che avevano già subìto un cesareo, hanno mostrato di avere meno del 31% di possibilità di mettere su peso, rispetto ai piccoli nati con taglio cesareo da una mamma che aveva già avuto un altro figlio con la stessa procedura. La scoperta diventa ancor più allarmante quando ai risultati si aggiunge la ormai nota convinzione che un bimbo obeso diventerà senza dubbio un adulto obeso, dato che questa condizione ha molto spesso la tendenza a cronicizzarsi.

Cosa fare?
Solo un anno fa, lo European Congress on Obesity annunciò, entro il 2030, una vera e propria epidemia. Prendendo a esempio l’Irlanda, tra poco più di 10 anni, l’89% degli abitanti dell’Isola supererà di molto il suo peso forma. Cosa fare allora? Per tenere lontani patologie cardiovascolari, diabete infantile e invecchiamento precoce, non resta che insegnare sin da subito, ai bambini, a mangiare sano. Frutta, verdura, una nutriente colazione e scorrazzare nel parco possono essere ottimi deterrenti all’obesità.