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Parla Silvia Provvedi: in aula ha testimoniato sul caso Fabrizio Corona

Fabrizio Corona accusato ed arrestato per frode fiscale, secondo la legge avrebbe avuto un patrimonio pari a 2,6 milioni di euro non dichiarati allo stato. 

Il 43enne, ex paparazzo ed avvezzo al mondo delle celebrità, deve rispondere a delle gravi accuse sul proprio conto. Accuse che negli ultimi mesi lo hanno costretto alla reclusione in carcere ed un processo in atto. Il caso è scoppiato nel momento in cui sono stati rinvenuti dalle forze dell’ordine dei contati nascosti del contro soffitto dell’appartamento di Francesca Persi, socia di Fabrizio Corona. 

Altra parte del patrimonio era invece segretamente nascosta in cassette di sicurezza trattenute in Austria. Lo scorso luglio, un caso apparentemente allarmante, fece scattare l’arresto di Fabrizio Corona. Sotto l’abitazione del fotografo, a Milano, in una traversa di corso Como, è stata fatta esplodere una bomba carta intimidatoria ai danni di Corona. La fidanzata, Silvia Provvedi, interrogata dalle forze dell’orine, ricorda così quel giorno di paura: “La polizia ci mise molto ad arrivare, una quarantina di minuti. C’era anche una seconda bomba inesplosa nel cestino. Sono stata chiamata anche io per testimoniare, i poliziotti mi notificarono l’avviso per la convocazione in casa e Fabrizio si arrabbiò con loro, non capiva perché volessero chiamarmi. Voleva proteggermi ma io, anche se sono molto giovane, non avevo problemi a raccontare quello che era successo. Il giorno dell’interrogatorio, il poliziotto Izzo mi fece delle strane domande sul patrimonio di Fabrizio, che non c’entravano niente con la bomba. Io ero tranquilla, Izzo invece era molto agitato, ma non era compito mio calmarlo”.

Da quel momento in poi scattò l’arresto immediato per Fabrizio Corona, il quale, sembrava essere dunque colpevole e non parte lesa di un atto intimidatorio come Silvia stessa ha ricordato: “Fabrizio, aveva l’impressione di essere stato trattato come un criminale e non come parte lesa di un attentato”.

Solo oggi, dopo mesi di indagini e di appelli per il caso Corona, in aula, Silvia Provvedi sceglie di testimoniare. Una testimonianza che si rivelerà fondamentale per il procedere delle indagini sul caso. 

Silvia Provvedi, interrogata dal giudice ed esortata dai legali di Corona, in nome della legge italiana, dichiara: “Tornava a casa con buste di contanti, da 5, 10, 20, 25 mila euro, le teneva nei giacconi in un ripostiglio vicino alla camera da letto e poi le portava in ufficio. Erano i soldi delle sue serate e del suo lavoro e io mi facevo i fatti miei”.

Una dichiarazione forte per la giovane che fa parte del duo “Le Donatella” insieme alla sua sorella gemella.