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Papà: i più bravi sono i millennials

Papà: i più bravi sono i millennials

Oggi, 19 marzo, è la festa del papà, ma come sono i padri di oggi? Che differenza c’è con quelli di qualche anno fa? Secondo una ricerca i papà di oggi sono più coinvolti.

La ricerca è la consacrazione dei millennials, che sono stati incoronati come i papà più bravi. Gli uomini tra i 25 e i 34 anni, che sono diventati padri, sono più presenti nella vita dei loro figli, amano assisterli, coccolarli e giocare con loro.

Un network globale di comunicazione ha condotto una ricerca su 5.250 papà millennials, di ogni parte del mondo, ed è emerso che questi neo genitori hanno un legame più forte con i loro figli, rispetto a quello che loro avevano con i loro padri.

Papà: come sono i millennials e che rapporto hanno con i loro figli

Secondo il sondaggio del network, dunque, i papà under 35 sono più coinvolti con i loro bambini, ma hanno anche tante altre caratteristiche che i padri più adulti non hanno, sono meno severi cercano il confronto con altri papà, per esempio. Inoltre, i papà dai 24 ai 35 anni sono più ottimisti dei loro coetanei senza figli e, rispetto a questi ultimi, sono più soddisfatti del lavoro che fanno.

Vogliono essere presenti

Il ritratto tratteggiato dalla ricerca ci restituisce la figura di un padre le cui abitudini e la cui mentalità sono in continua evoluzione. Questi giovani genitori non vogliono perdersi neanche un momento della vita dei loro bambini, desiderano essere presenti in ogni fase della loro crescita e, aspetto non meno importante, vogliono e si sforzano di essere sempre padri migliori.

Questo atteggiamento, questa assistenza e questa attenzione quotidiane hanno un impatto molto positivo sui figli, che crescono meglio, diventando uomini e donne più ottimisti, responsabili e sicuri di sé.

Riscoprono il contatto fisico con i loro bambini

I padri millennials, rispetto ai loro padri, non temono il contatto con il corpo dei loro figli. Non solo li coccolano, li accarezzano o li baciano, ma si occupano anche di cambiare il pannolino e di lavarli o danno loro da mangiare. Fanno tutto ciò con amore e non perché, magari, sono costretti, come potevano esserlo i padri più anziani.

Allo stesso modo, i papà under 35 differiscono dai loro nel modo di educare i figli. Come spiega Marco Deriu, sociologo dell’università di Parma e membro della rete di associazioni “Il giardino dei padri, “i nuovi padri sono meno inclini all’uso della violenza, sia verbale che fisica, in ambito educativo. Non si taglia corto brandendo l’arma della disciplina, ma si trovano altre forme per essere autorevoli”. Crescono, dunque, i loro figli all’insegna del dialogo e non della severità.

Infine, i papà millennials cercano il confronto ed il dialogo con altri padri anche attraverso la rete, condividendo consigli, esperienze e problemi.