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Oltre la psiche: se gli incubi derivano dall'attività magnetica

Oltre la psiche: se gli incubi derivano dall’attività magnetica

No, non è colpa della peperonata mangiata troppo tardi ieri sera, né di quel trauma che ti porti dietro da quando eri un bambino: se stanotte hai avuto un incubo potrebbe essere a causa dell’attività magnetica terrestre!

I sogni hanno sempre affascinato ed incuriosito tantissimo gli esseri umani, fino a cercare di interpretarli, con la spiritualità, come tanti popoli antichi, e la psicoanalisi, come ha fatto Freud.

Gli incubi, in particolare, sono sempre stati legati a traumi infantili, a periodi particolarmente stressanti o anche… ad un’eccessiva quantità di cibi calorici consumati a cena e quindi, semplicemente, ad una cattiva digestione.

Ma c’è chi ha ipotizzato che tutte queste componenti coesistano insieme ad un’altra, che potrebbe diventare addirittura predominante: il suo nome è Darren Lipnicki ed è uno psicologo.

L’esperimento

Quando Lipnicki ha cominciato a dare vita a questo esperimento era solo un ragazzo, ma aveva già le idee chiare su cosa avrebbe fatto nella vita.

Tutto è iniziato nel 1990, quando il giovane Darren ha cominciato ad annotare tutti i sogni che faceva, classificandoli anche in base alla loro stranezza: la scala prevedeva diversi gradini che andavano da accadimenti facilmente realizzabili ad altri che erano pure fantasie e divagazioni. Nel corso di 7 anni, fino al 1997, sono stati annotati 2387 sogni, che sono stati, poi, correlati all’attività geomagnetica quotidiana della sua zona di residenza (all’epoca, in Australia) per capire se c’erano elementi da collegare. Ne emerse che i sogni più scollegati dalla realtà erano quelli avvenuti nelle notti in cui l’attività magnetica era più bassa.

Ma cosa significa? Come interpretare questo dato?

Campi magnetici e melatonina

Le onde magnetiche sono il prodotto, per così dire, dell’interazione tra campo magnetico terrestre e vento solare.

Sono state compiute molte ricerche sull’esposizione dell’essere umano a campi magnetici a bassa frequenza, tra cui studi in vitro, su volontari e su animali: si è scoperta un’incidenza sulla secrezione della melatonina, una sostanza prodotta da una ghiandola del cervello che, tra le sue principali funzioni, ha quella di regolare il meccanismo sonno-veglia. Infatti, la secrezione della melatonina si stoppa durante il giorno e riparte durante la notte, ma, in caso di esposizione al campo magnetico a bassa frequenza, si è notato che si attenua, attivandosi in ritardo. E c’è di più.

Poiché la melatonina è considerata capace di fermare e contrastare la crescita delle cellule tumorali, l’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza potrebbe essere associato ad eventuali danni tumorali!

Il parere degli scettici

Nonostante però a livello sperimentale e scientifico, bene o male, tutto combaci, non mancano comunque i pareri di alcuni scettici, come quello di Antonio Meloni, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma: “Una ricerca senza dubbio originale ma che, comunque, si basa su parametri soggettivi. Il legame tra attività magnetica e infarti, ad esempio, è dimostrato da dati oggettivi, ma in questo caso siamo di fronte a un fenomeno diverso. Non possiamo basarci sulla ricerca di un singolo individuo, che oltretutto ha classificato i propri sogni in base a parametri assolutamente personali“.

Insomma, i risultati dell’esperimento pubblicato su Medicine Hypotheses, non sarebbero ancora del tutto sufficienti per trarne conclusioni decisive: non ci resta che attendere futuri studi similari che confutino o confermino la teoria di Lipnicki.