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Nobel per l'ecologia al guatemalteco Rodrigo Tot: ecco chi è

Nobel per l’ecologia al guatemalteco Rodrigo Tot: ecco chi è

Lotta alle multinazionali, protezione della terra, perdita di un figlio in un agguato intimidatorio: questo e molto altro è contenuto nella storia di Rodrigo Tot.

Siamo abituati a ricevere tutto comodamente a casa o sulle nostre tavole, al massimo passando per il supermercato o il centro commerciale. Senza farci domande, senza porci quesiti di alcuna natura: da dove provengono le cose che compriamo? Chi le produce? E, soprattutto, con quanta reale qualità e a che prezzo?

A parte il fattore umano, che ha spesso coinvolto moltissimi aspetti che hanno fatto anche scandalo negli ultimi anni, c’è anche la componente ambientale che, spesso, vi si lega a doppio filo.

Perché sono tante le società più o meno grandi e le multinazionali che agiscono senza il rispetto che molte terre e molte persone meriterebbero.

Il Nobel per l’ecologia

È per questo che, dal 1990, è stato istituito il Goldman Environmental Prize, un prestigioso riconoscimento legato al rispetto dell’ambiente, che è arrivato, quest’anno, alla sua ventottesima edizione.

Ideatori ne sono stati la coppia, nel progetto e nella vita, Richard Goldman e Rhoda Hass: l’obiettivo era quello di dare visibilità a chi lo meritava, sfruttando questo canale anche per ottenere importanti finanziamenti.

Più famoso come “Nobel per l’ecologia“, il Goldman Prize in sostanza è un’istituzione che premia l’attivismo in tema ambientalista, ma senza guardare al panorama VIP in senso stretto: esplora, di fatto, anche le realtà più povere, difficoltose, sacrificate, riuscendo a trovare, proprio lì, chi del coraggio ha fatto davvero un monito di vita.

Basti pensare che tra i vincitori del premio ci sono stati anche due attivisti, purtroppo recentemente scomparsi per omicidio: Berta Caceres, honduregna, uccisa nel marzo 2016, e Isigro Baldenegro, messicano, assassinato questo gennaio.

Premio 2017

La sorte non è stata benevola nemmeno per il vincitore di questa edizione, a testimonianza dei rischi che corrono le persone pronte a combattere determinate realtà, a costo, e non si fa per dire, della vista stessa.

Rodrigo Tot, infatti, è un contadino guatemalteco, appartenente alla comunità maya Q’eqchi, la cui residenza è ubicata su alcune montagne site a 300 chilometri dalla capitale del Guatemala.

All’alba dei suoi sessant’anni, ne conta già 43 di lotta contro le multinazionali, interessate ai territori di una sessantina di contadini, a cui sono stati espropriati terreni per la ricerca di oro e nichel.

Un impegno che gli è costato molto caro: nel 2012 i suoi 4 figli sono stati preda di un agguato intimidatorio su un autobus e uno di loro ci ha rimesso la vita.

Altri riconoscimenti

Altri riconoscimenti del 2017 sono andati a Rodigue Katembo (Congo), Prafulla Samantara (India), Uros Maceri (Slovenia) e Mark Lopez (Usa).

In particolare, Uros Macerl è un agricoltore biologico e allevatore della Slovenia centrale e la sua fattoria di famiglia sta risentendo dell’inquinamento di un cementificio, sia per quanto riguarda il suolo che l’aria e l’acqua. La lunga battaglia legale intrapresa è finita fortunatamente bene, nonostante inizialmente fossero state proprio le istituzioni a dare il lasciapassare all’azienda di incenerire i rifiuti tossici in quelle prossimità.

Una storia che dà speranza, insomma, e che meritava di essere conosciuta e premiata.