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Nasce Fashion Gallery Modest, la prima rivista europea sulla moda islamica

Nasce Fashion Gallery Modest, la prima rivista europea sulla moda islamica

La moda islamica sta, volente o nolente, contagiando molto le tendenze fashion occidentali. Nelle sue forme meno “luttuose” e più colorate, infatti, ha imparato a farsi strada tra i jeans e gli occhiali da sole vintage oversize. Questo l’input che ha spinto a dirigersi nella direzione di una rivista cartacea dedicata.

In Europa, secondo i censimenti, il 6% della popolazione è di religione islamica, con un’immigrazione maggiore riguardante arabi e nativi del Magreb. Anche in questi numeri è da ritrovarsi l’origine del fenomeno delle hijabistas, le fashion bloggers musulmane, islamiche contaminate dalle mode occidentali e casual-chic, che hanno guadagnato visibilità con la loro fusione di fede&fashion.

Fashion Gallery Modest

Modest Fashion è il nome che definisce un tipo di outfit “islamicamente corretto”, contaminato da influenze occidentali.

In Europa, nonostante l’incalzare di questa tendenza, non esisteva ancora una rivista cartacea che si occupasse della questione, rivolgendosi anche agli “addetti ai lavori”.

E’ nata così, sotto le cure e le attenzioni della direttrice di testata Lidia Casari, una rivista semestrale, Fashion Gallery Modest, di casa editrice modenese con sede a Bologna.

Gli obiettivi

La rivista, forte della collaborazione con l’Islamic Fashion Council di Dubai, potrà essere ordinata tramite internet e sarà, come detto, indirizzata più a chi nella moda ci lavora che al grande pubblico.

L’obiettivo prefissato è quello di dare visibilità alle tendenze che arrivano dal Medio Oriente e dall’Asia. La moda islamica, infatti, è tra i settori commerciali in maggiore espansione nel mondo: si calcola un giro d’affari che toccherà i 330 miliardi di dollari entro il 2018, diventando il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti!

D’altro canto è proprio a Modena che si contano circa 30mila musulmani, tra cui ragazze, rispettose delle regole islamiche ma anche sempre più contagiate dall’Occidente attraverso accessori, scarpe sportive e moltissimo altro.

Anti-crisi

Non ci si pensa, ma lanciare un tipo di moda del genere può servire anche come trampolino di ri-lancio per l’economia di molte piccole e grandi realtà, in difficoltà o in crisi a causa di qualsivoglia motivo.

È una straordinaria occasione di reinventarsi per le piccole e medie realtà del territorio” ha detto la Casari e, effettivamente, le potenzialità sono altissime.

Non ci resta che aspettare i primi sviluppi, augurandoci che questo sia anche un modo non solo per favorire un’integrazione sana, naturale e totale, comprendendo cultura, moda e società, ma anche che possa essere un’iniziativa seguita ed accompagnata da altre, con un obiettivo comune, quello che Lennon avrebbe detto “Imagine all the people living life in peace“.