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Mamma in difficoltà tra lavoro e figlio

Mamme: equilibriste tra lavoro e figli

Si intitola “Le Equilibriste, la maternità in Italia” il dossier di Save the Children in cui si fotografa l’Italia vista dalle madri lavoratrici, che non vivono una situazione semplice.

Il quadro che ne esce fuori non è dei migliori. Le madri che lavorano sono spesso costrette a lasciare il lavoro perché mancano i servizi. Sono pochi gli asili e i prezzi sono elevati, come quelli delle baby sitter, e non tutte le famiglie possono permetterseli.

La situazione, poi, si complica nel Sud Italia dove avere figli e lavorare è molto più difficile che al Nord. Ai primi posti della classifica del dossier di Save the Children ci sono le città di Bolzano e Trento, mentre all’ultimo posto c’è la Campania.

Mamme: come barcamenarsi tra figli e lavoro. Al Nord è meglio

Rispetto agli anni passati, purtroppo, non ci sono molti miglioramenti. In alcune regioni, come l’Emilia Romagna, c’è stato addirittura un peggioramento. Mentre le ultime ruote del carro restano sempre le regioni del Sud: la Campania è ultima, preceduta dalla Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Basilicata.

Il gap tra le madri del Nord e del Sud è molto ampio e si ritrova in tutte le aree analizzate dal dossier di Save the Children: cura, lavoro femminile e servizi per l’infanzia.

La cura dei bambini

“I primi mille giorni dei bambini sono fondamentali per la crescita, eppure proprio in questo periodo decisivo manca l’assunzione di responsabilità pubblica. Occorre scardinare questo circolo vizioso”, come spiega Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. Secondo la classifica, fortunatamente, c’è qualche piccolo miglioramento per ciò che riguarda la cura dei bambini e regioni come la Sicilia hanno fatto grandi passi avanti in classifica, passando dalle ultime posizioni all’ 11° posto.

Le difficoltà del lavoro femminile

Il dossier realizzato da Save the Children evidenzia come le donne che hanno figli sono quelle che, più di uomini e donne che non sono madri, hanno difficoltà a trovare un lavoro, tanto che l’occupazione femminile è ai minimi storici

Anche in questo ambito a pagare il maggior prezzo sono le donne del Sud Italia. In questo caso il fanalino di coda è la Sicilia, mentre ai primi posti della classifica ci sono di nuovo le città di Trento e Bolzano, rispettivamente al primo e al secondo posto, a cui seguono la Valle d’Aosta (3° posto), la Lombardia (4°), l’Emilia-Romagna (5°) e il Veneto (in 6° posizione).

I servizi educativi per i bambini

Anche in questo ambito al primo posto c’è Trento, mentre all’ultimo il Lazio, che è preceduto dalla Sicilia. Il divario tra Nord e Sud è molto ampio e, infatti, gli asili nido, che accolgono i bambini al di sotto dei 3 anni, comunali o finanziati dai Comuni sono il 18,3 % al Centro e e il 4,1% al Sud.