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Lotta allo spreco: l'Italia impara dai suoi errori

Lotta allo spreco: l’Italia impara dai suoi errori

La sensibilizzazione si ‘tocca’ con mano” ha detto Andrea Segrè, agroeconomista fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero: nel 2017, infatti, gli italiani hanno sprecato circa 37 kg di cibo, contro gli 84 del 2016.

Un risparmio che non va letto solo in termini ecologici ed ambientali, ma anche economici: si parla, infatti, di un equivalente di circa 110 euro salvati, letteralmente, dalla pattumiera.

Perché quando parliamo di sprechi ci riferiamo ad alimenti cucinati in eccesso, scaduti o in scadenza, addirittura semplicemente poco graditi (in una percentuale del 26%). Casistiche quasi automatiche che vanno necessariamente ridotte, e questo è fondamentale capirlo, grazie ad un nostro intervento che parta già, per esempio, dal nostro stile di vita.

La campagna Spreco Zero

Il 5 febbraio 2018 è ricorsa la quinta Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Per l’occasione, la campagna Spreco Zero indetta da Last Minute Market è stata lo sfondo sul quale sono stati ufficializzati i dati sugli sprechi degli italiani, provenienti dai Diari di Famiglia, eseguiti per una settimana con un’annotazione quali-quantitativa da parte di 400 famiglie, sotto il coordinamento di Claudia Giordano, ricercatrice dell’Università di Bologna, integrati da rilevazioni nella grande distribuzione e nelle mense scolastiche. Oggetto dei monitoraggi sono stati quindi, oltre alle 400 case dei partecipanti, anche scuole e supermercati.

Secondo le stime, 100 grammi di cibo a testa finiscono quotidianamente nella pattumiera: un numero che, annualmente, si trasforma in 36,92 Kg di cibo, per 250 euro di spreco economico, senza contare che molto di quello che viene sconsideratamente eliminato come rifiuto potrebbe rivelarsi ottimo, ad esempio, per la concimazione dei terreni. Motivo in più che spinge, ancora una volta, perlomeno nella direzione di una raccolta differenziata valida, funzionante e davvero utile per la questione riciclo delle risorse.

La risposta è… nel freezer!

Certo, non è sempre facile cambiare abitudini, soprattutto se molto radicate negli anni, ma il semplice fatto che gli italiani abbiano risposto positivamente al problema, in soli 365 giorni, grazie ad una crescente informazione in questo ambito, fa sperare bene.

Vittorio Gagliardi, presidente Iias (Istituto Italiano Alimenti Surgelati), ha fatto sapere che: “Secondo gli studi inglesi della Sheffield Hallam University, il consumo domestico di prodotti surgelati, rispetto agli analoghi a temperatura sopra lo zero, può costituire realmente un valido antidoto contro gli sprechi in cucina, contribuendo ad abbatterli di ben il 47%“.

Questo perché gli alimenti conservati nel freezer hanno scadenze più lunghe, possono essere razionati più agevolmente (addirittura congelati già in porzioni e pronti per essere cucinati), con meno fatica e pochi scarti in casa, risparmiando nettamente anche sul consumo d’acqua. Un discorso che sussiste solo per metà se si parla di cibi preparati per il congelamento dalle stesse famiglie (e non comperati, quindi, dal banco freezer dei supermercati) ma che, comunque, continua ad essere valido proprio grazie alla comodità e alla “longevità” di queste materie prime.