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Perchè si fa albero di natale

L’origine dell’albero di Natale

C’è chi pensa che l’albero di Natale sia completamente estraneo al significato religioso del 25 dicembre e che incarni, piuttosto, il consumismo sfrenato che ruota attorno alla festa più magica dell’anno. Eppure, anche se non tutti lo sanno, quello che viene considerato l’addobbo più simbolico del Natale è fortemente legato alla storia del cristianesimo o, comunque, alla religione, nel senso più ampio del termine.

Più che una decorazione fine a se stessa, infatti, l’abete rappresenta l’albero della vita, che era presente in tutte le culture ancor prima dell’avvento del cristianesimo. È legato, addirittura, alla storia di Adamo ed Eva, che si riconciliano e ricevono il perdono proprio dinanzi all’albero più maestoso dell’eden. Albero come simbolo della vita che si rinnova e che inizia, quindi, come quella di Gesù, che come c’insegna la religione cristiana sarebbe nato, appunto, il 25 dicembre. L’origine dell’albero di Natale è anche legata al significato, nella cultura cristiana, del legno, materiale di cui era fatta la croce di Cristo e che rappresenta, in questo caso, la fioritura. Sempre di legno era il ramo beneaugurante che, nella tradizione pagana di un tempo, si bruciava nel camino, sprigionando delle scintille che incarnassero la luce del futuro e dei giorni in arrivo. Dinanzi al fuoco, poi, proprio come si faceva sotto l’albero, i presenti si scambiavano auguri e regali.

Albero di Natale

La scelta dell’abete come albero da decorare in occasione del Natale, invece, è da ricondursi all’antico Egitto. All’ombra delle piramidi, l’abete era considerato il simbolo della natività, perché dinanzi al suo fusto aveva visto la luce il Dio di Biblos. In seguito questa credenza si diffuse anche nei territori dell’Asia settentrionale e della Grecia, che consideravano questo splendido esemplare di sempreverde come l’albero cosmico per eccellenza.

 
Quanto alla nascita vera e propria della tradizione dell’albero di Natale, bisogna fare un passo indietro fino al 1605. A Strasburgo, in quel tempo, gli abeti, che da quelle parti si chiamano dannenbaumen, venivano portati nelle case e decorati con ornamenti fatti di carta, spolverati con zucchero e arricchiti con delle mele. La diffusione dell’albero si deve, tuttavia, allo scrittore Goethe, che nel suo romanzo “I dolori del giovane Werther” dedica tantissimo spazio al racconto di questa bella tradizione, amata sia dai grandi che dai piccini. L’albero di Natale, in ogni caso, ha avuto la sua massima diffusione in epoca romantica, quando versi e canzoni che lo riguardano iniziano a spopolare in ogni dove. È il caso della tedesca Oh Tannenbaum, oh Tannembaum, che ancora oggi si canta ai piedi dell’abete in Germania, e non solo, al momento di scartare i doni insieme al resto della famigli. Da quel momento in poi, l’albero è diventato un addobbo irrinunciabile per chi crede nel Natale, perché simbolo della luce che Gesù, con la sua nascita, ha portato nel mondo.