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Lo Yoga fa aumentare la materia grigia: lo dice la scienza

Lo Yoga fa aumentare la materia grigia: lo dice la scienza

Disciplina prettamente orientale, nata nelle terre dell’India, lo Yoga è quell’insieme di pratiche meditative e ascetiche volte alla salvezza spirituale. Un insieme di conoscenze che, da alcuni anni, ha cominciato a sedurre anche gli occidentali.

Sicuramente l’avvento di internet ha accelerato, e di molto, lo scambio culturale anche tra Paesi molto distanti. Fino a una ventina di anni fa, anche solo le mode e i trend in fatto di outfit di altre realtà lontane, attraverso la Tv, riuscivano a farsi strada nel nostro Paese con un certo ritardo, naturalmente più che giustificato.

Oggi, invece, grazie a scambi praticamente istantanei e quotidiani in virtuale tra tutte le parti del globo, è possibile lasciarsi ammaliare ed influenzare fino al punto di fare propri concetti, mode e culti appartenenti, per tradizione, a luoghi molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati.

La stessa cosa, ad esempio, è successa con lo Yoga.

Una pratica mutuata dall’Oriente e studiata in Occidente

Tutto succede per un motivo“, si usa dire, ed in effetti il diffondersi delle pratiche yoga nel mondo occidentale ha fatto sì che potessero essere studiate ed indagate da ricercatori qualificati.

Quello che ne è emerso, però, forse è stata una sorpresa, addirittura, anche per loro.

L’effetto in positivo sulla psiche, infatti, pare si ripercuota anche nella salute e nella vita di tutti i giorni, con un’incidenza così forte da lasciare increduli.

Gli studiosi si sono concentrati sulle asana, le posizioni classiche dello yoga, per capire come agiscono sul cervello di chi le pratica, e ne sono emersi dati interessanti.

Le ricerche

La prima scoperta è quasi intuibile: secondo una ricerca pubblicata su “Frontiere dell’Immunologia”, infatti, le asana abbassano i livelli del cortisolo, legato a doppio filo allo stress e, di conseguenza, a tantissimi altri effetti psicosomatici sul corpo, come quelli infiammatori, ad esempio, che a loro volta, se cronicizzati, si collegano a patologie più serie come quelle cardiovascolari, e addirittura tumorali.

Il ricercatore, Jonathan Greenberg, dell’Harvard Medical School, ha addirittura messo in correlazione con la pratica dello yoga alcuni cambiamenti a livello cerebrale, notando come, in 8 settimane, le strutture legate all’attenzione, al pensiero e alla consapevolezza siano aumentate di volume. Insomma, il cervello dei soggetti presi in esame ha avuto una vera e propria crescita in materia grigia, nelle zone coinvolte nell’apprendimento e nella memoria, ma anche nell’area che regola la consapevolezza del proprio corpo. Un risultato strabiliante e difficile anche solo da immaginare.
Un’altra ricerca, invece, pubblicata su “International Psychogeriatric”, si è dedicata all’esame di alcuni soggetti anziani, con problemi cognitivi, che hanno intrapreso la strada dello yoga (oltre a terapie verbali). Lo studio ha sottolineato come si trattasse, in verità, di problemi di entità non troppo grave, ma comunque i dati fuoriusciti dall’osservazione, durata 12 settimane, hanno restituito qualcosa di importante da tenere presente, soprattutto per il futuro: le capacità mnemoniche dei soggetti, infatti, sono aumentate, con un miglioramento anche della parola e delle capacità esecutive legate anche alla pianificazione e alle decisioni da intraprendere.

Insomma, anche noi occidentali ci stiamo rendendo conto di quanto sia vero il mantra latino “mens sana in corpore sano“!