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L'invasione degli unicorni: dalla moda al food

L’invasione degli unicorni

Stampati sui piumoni, decorati su torte di compleanno, ispiratori di pettinature, tinture per capelli e, ebbene sì, anche per barba, sagome di costumi di carnevale e di Halloween: gli unicorni sono ovunque. Cerchiamo di capire perché.

Sono mesi, ormai, che gli unicorni impazzano in ogni dove, tempestando gli hashtag dei social network e invadendo qualsiasi campo, da quello della moda a quello culinario, senza lasciare scampo nemmeno a manifestazioni per i diritti umani o per la scienza.

Associati ai colori dell’arcobaleno, questi animali immaginari sono, oggi, parte del nostro vivere, del nostro quotidiano. Ci siamo abituati così tanto alla loro presenza che partecipare ad una festa celebrata con una torta rainbow o incontrare per strada qualcuno che ha deciso di rifarsi il look in tema ci appare quanto mai scontato.

Eppure c’è chi dice che si tratti di una moda passeggera, esattamente come quella dei fenicotteri rosa che, quest’estate, ha letteralmente dominato la scena.

Il prossimo trend? Qualcuno ha già azzardato la propria idea, basandosi su piccole “avvisaglie” notate proprio nei mesi caldi appena trascorsi, che lasciavano intuire un certo interesse generale, in crescendo, per le sirene.

Unicorni: un mito che viene da lontano

Quando parliamo di unicorni, tutti noi sappiamo che ci riferiamo alle creature leggendarie rappresentate da un corpo di cavallo alato e un corno in mezzo alla fronte. Il culto ed il mito che li riguarda, e che racconta di animali dai poteri magici, affonda le radici in tempi molto lontani e antichi. Si risale addirittura ai Greci e, ancora più indietro, ai Sumeri, di cui sono state ritrovate diverse rappresentazioni, precedenti ai primi testi scritti in cui li si ritrovano nominati, come “Indikà“, dello storico Ctesia, del V secolo a.C.

Il significato assunto dall’unicorno è cambiato attraverso i secoli: nel Medioevo divenne simbolo delle sofferenze del Cristo, poi cominciò ad essere associato alla verginità e al corteggiamento, fino ad arrivare ai secoli XVI e XVII in cui la polvere del corno di questo animale sarebbe stata considerata un afrodisiaco o un anti-veleno. Proprio dagli scritti di Ctesia, infatti, si era scoperto che con il corno potevano essere forgiate coppe capaci di neutralizzare queste sostanze fatali.

I popoli antichi erano così convinti che questo animale fosse reale ed esistente che, nell’inventario del tesoro papale di Papa Bonifacio VIII del 1295, si legge di “quattro corna di unicorni, lunghe e contorte (…) [utilizzati per] fare l’assaggio di tutto ciò che era presentato al Papa“; descrizioni piuttosto approfondite e specifiche si potevano ritrovare persino in bestiari e libri naturalistici.

Con l’evolvere della società, durante l’epoca vittoriana,  l’unicorno cominciò a popolare le favole per bambini, allontanandosi dalla sfera sessuale a cui era stato accostato ed associandolo, per la primissima volta, all’arcobaleno. La scienza ci ha messo tempo per eliminare questa voce dai suoi trattati: si è resa conto che poteva trattarsi soltanto di un mito in quanto la reperibilità di questi animali era nulla. Anzi, nel 1663, alcuni resti ritrovati in quella che, poi, sarà chiamata “Cava dell’Unicorno“, in Germania, vennero messi insieme dal sindaco di Magdeburgo, Otto von Guericke, proprio come a formare un unicorno. Tuttavia, ci si rese conto che si trattava di un errore. Quelli che erano stati assemblati alla rinfusa, infatti, erano resti di mammut e di altri animali che, però, sono riusciti a tenere sulle spine gli scienziati per diversi decenni!

Unicorni “moderni”

Ai giorni nostri, sicuramente sono stati gli anni ’80 i grandi fautori del ritorno di questo mito. I “My Little Pony” invasero i negozi di giocattoli e i programmi TV per bambini, tant’è che alcuni psicologi attestano sia proprio la nostalgia per il vintage a portare molte mamme a far divertire i figli con i propri giochi d’infanzia, riuscendo, addirittura, a ridonare ai “Mini Pony” un nuovo, modernissimo, momento di gloria. Infatti è in uscita un nuovo film/cartoon e una accattivante collezione Moschino ispirata al tema.

Inoltre, come se non bastasse, tantissime star del panorama VIP mondiale hanno cominciato ad osannare la figura degli unicorni, travestendosi, tingendo i propri capelli ed indossando anche assurde e buffe tute colorate, che hanno fatto impazzire i fan. Il trend è stato così spiazzante che l’unicorno è apparso, definitivamente, anche nel catalogo degli emoji dell’Unicode Consortium e Starbucks gli ha dedicato un Unicorn Frappuccino in limited edition.

Quanto durerà ancora? E quale sarà il prossimo trend?