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L'effetto Forer e la diffusione delle pseudoscienze

L’effetto Forer e la diffusione delle pseudoscienze

Chi non ha mai letto un oroscopo o i risultati di un test, ritrovandosi perfettamente nella descrizione e nelle informazioni fornite? Non è divinazione, è pseudoscienza che si fa strada attraverso l’effetto Forer.

Siamo bombardati, ogni giorno, da informazioni che cercano di “cascarci addosso a pennello”: oroscopi, test, cartomanti, oracoli vari e tutto quello che può fornire risposte alle grandi domande della vita, quelle per le quali, in verità, si dovrebbe solo avere la pazienza di aspettare per capire che tipo di evoluzione avranno.

“Ma perché aspettare quando si può anticipare il futuro?”, penserà qualcuno.

Il futuro non si anticipa: quello a cui ci si affida, in questi casi, è pseudoscienza al servizio di un effetto psicologico cognitivo chiamato effetto Forer.

Il fenomeno

L’effetto Forer viene definito anche  effetto di convalida soggettiva, o effetto Barnum, dal nome di Phineas Taylor Barnum, circense statunitense vissuto nell’ottocento, ricordato per le attrazioni davvero incredibili presentate ai suoi spettacoli (ad esempio, una volta presentò una donna afroamericana come la 161enne ex nutrice del presidente George Washington, in piena salute) e per la capacità di attrarre un gran numero di persone agli show attraverso pubblicità murali e giornalistiche.

In sostanza, questo fenomeno riguarda il fatto che, a fronte di descrizioni molto generiche, è facile ritrovarsi descritti pienamente pensando, automaticamente, che il tutto sia personale e dedicato dettagliatamente alla propria persona, dimenticando il fatto che si tratta di concetti piuttosto vaghi e che potrebbero descrivere, alla stessa maniera, moltissime altre persone.

L’esperimento

La dimostrazione dello psicologo e docente universitario Bertram R. Forer risale al 1948, quando somministrò ai suoi studenti un test della personalità. Il profilo consegnato a tutti al termine dell’indagine era, a loro insaputa, lo stesso, e citava testualmente: “Hai molto bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino eppure hai una tendenza a essere critico nei confronti di te stesso. Pur avendo alcune debolezze nel carattere, sei generalmente in grado di porvi rimedio. Hai molte capacità inutilizzate che non hai volto a tuo vantaggio. Disciplinato e controllato all’esterno, tendi a essere preoccupato e insicuro dentro di te. A volte dubiti seriamente di aver preso la giusta decisione o di aver fatto la cosa giusta. Preferisci una certa dose di cambiamento e varietà e ti senti insoddisfatto se obbligato a restrizioni e limitazioni. Ti vanti di essere indipendente nelle tue idee e di non accettare le opinioni degli altri senza una prova che ti soddisfi. Ma hai scoperto che è imprudente essere troppo sinceri nel rivelarsi agli altri. A volte sei estroverso, affabile, socievole, mentre altre volte sei introverso, diffidente e riservato. Alcune delle tue aspirazioni tendono a essere davvero irrealistiche“.

In una scala da 0 a 5, gli studenti si dissero soddisfatti dell’adeguatezza del profilo addirittura, in media, 4,26; decisamente un valore molto alto, prossimo al massimo, per trattarsi solo di un insieme di frasi rubate da una rivista di astrologia.

Cosa accade ai soggetti influenzati da questo effetto

La sensazione di accuratezza che si percepisce a causa di questo tipo di effetto sarebbe da ricercarsi in tre componenti principali:

  1. la convinzione che l’analisi sia personalizzata al 100%;
  2. la quasi assenza di descrizioni negative all’interno dell’analisi;
  3. l’autorevolezza che gode, per il soggetto, l’esaminatore.

Ecco perché questa fenomenologia tutta psicologica è accostata al più noto bias di conferma, altro fenomeno cognitivo umano secondo il quale le persone non valutano determinate situazioni con neutralità, ma le “inquinano” della propria percezione, dei propri desideri, delle proprie sensazioni, ricercando, selezionando e interpretando le informazioni in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quelle che confermano le proprie convinzioni, ignorando o sminuendo, di conseguenza, le informazioni che le contraddicono. Si tratta di qualcosa che accade quasi sempre, ma che ha più incidenza quando si ha a che fare con convinzioni radicate, credenze religiose oppure contingenze di grande impatto emotivo.