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L'alimentazione diventa consapevole: nasce la Mindful Eating

L’alimentazione diventa consapevole: nasce la Mindful Eating

Quante cose facciamo inconsapevolmente, senza pensarci e, spesso, prendendo impulsivamente cantonate pazzesche? Purtroppo succede anche a tavola… ma a farne le spese, in quel caso, è la nostra salute.

“Occhio non vede, cuore non duole” è uno dei proverbi, forse, più noti non solo in campo amoroso, ma in tutti gli aspetti della vita in cui è applicabile. Basti pensare ai fumatori: è risaputo che il fumo faccia male ai polmoni e che possa anche essere causa di malattie fatali, come il cancro, eppure questo non è abbastanza per eliminare alla radice il “vizio”. Ecco perché si è cominciato a diffondere messaggi più crudi sui pacchetti di sigarette o mostrando lo stato dei polmoni (anneriti) durante documentari ed eventi culturali a tema salute e corpo umano.

L’idea è quella per cui una presa di coscienza differente, anche sensoriale (attraverso la vista) può agire diversamente sui processi decisionali e persino sulle dipendenze, in qualche caso, sradicandole.

Lo stesso tipo di concetto è stato applicato al cibo.

Consapevolezza sensoriale

Chi appoggia il concetto di Mindful Eating, in sostanza, promuove un’esperienza food sensoriale e calma. Guardare il cibo prima di mangiarlo, esaminarne i colori e l’aspetto per poi odorarlo e capire quali sensazioni ci stimola, prima di assaggiarlo e/o toccarlo con le mani, ove possibile (come nel caso di frutta o finger food, ad esempio), può rappresentare un modo tutto nuovo di approcciare al cibo, potendo giovare di una serie di benefici conseguenti.

Innanzitutto, impiegando più tempo per consumare i pasti, si avverte prima la sensazione di sazietà (che, in genere, arriva dopo 20-30 minuti dall’ingerimento dei cibi) e quindi si finisce per mangiare meno ed evitare abbuffate clamorose; un ottimo rimedio anche per chi cerca di perdere qualche chilo di troppo! Inoltre “percepire” e studiare gli alimenti con i sensi è una tattica perfetta per scartare dalla propria alimentazione il cibo spazzatura, poiché piatti troppo “finti” o molto decorati e poco naturali finiscono per apparire nella loro artificiosità, andando in secondo piano rispetto ai sapori genuini e soddisfacenti di sempre.

Come in una sorta di meditazione, si può anche masticare il cibo ponendo molta attenzione nel farlo, cercando di “seguirlo” nel percorso che, dopo la deglutizione, passa per l’esofago per arrivare allo stomaco, quasi come se lo si percepisse “atterrare” nel luogo dove verrà digerito per poi trasformarsi in energia e carburante vitale: perché mai frase è più vera di quella che afferma che “Siamo quello che mangiamo“.

Benefici

Oltre a ritrovare il senso di una fase così importante della giornata come quella del pasto, e a poter giovare anche della perdita di qualche chilo di troppo, come osservato in precedenza, c’è un altro beneficio che merita di essere valutato: si impara a ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi, focalizzando l’attenzione sulla propria alimentazione. Che si mangi da soli o in compagnia, infatti, si può valutare di mettere al centro dei propri pensieri quello che si sta mangiando, magari spegnendo tutte le TV e gli smartphone e trovando un nuovo, stimolante argomento di conversazione!