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La plastica raccolta dalle spiagge diventa un flacone di shampoo: P&G premiata dall'ONU

La plastica raccolta dalle spiagge diventa un flacone di shampoo

Una bella vittoria simbolica, quella attribuita al gruppo industriale Procter&Gamble, in questi giorni, dall’ONU. È arrivato infatti il premio “Momentum for Change” per aver realizzato il primo flacone di shampoo con plastica riciclata raccolta dalle spiagge.

Una doppia soddisfazione quella arrivata per la Procter&Gamble da parte delle Nazioni Unite. Boicottata da una grandissima fetta di animalisti e messa al centro del mirino a causa di una serie di brand coinvolti in (presunte o accertate) sperimentazioni sugli animali, P&G riceve il premio “Momentum for Change”, nella categoria Planetary Health, per aver dato vita al primo flacone per shampoo ricavato da plastica riciclata raccolta dalle spiagge, dando inizio ad un trend che, pare, sarà quello dominante in futuro.

Riciclo è sostenibilità

In particolare è stato Head & Shoulders ad occuparsi di forgiare i flaconi del suo shampoo con una percentuale del 25% di plastica riciclata, proveniente dalle spiagge. Questa iniziativa è risultata in linea con gli obiettivi dell’UNFCCC (United Nations and Climate Change), volto a salvaguardare la salute della specie umana e l’ambiente. In sostanza, un quarto di ogni flacone proviene dal riutilizzo di plastiche-rifiuti; un ottimo risultato.

Il tutto è avvenuto grazie alla partnership avviata, nel giugno di quest’anno, tra il marchio e gli esperti del riciclo di TerraCycle e Suez, che sono stati anche aiutati nell’impresa da migliaia di volontari e centinaia di Organizzazioni Non Governative, offertisi di raccogliere i rifiuti plastici sulle spiagge, per poi permettere alla P&G di riutilizzarli. Ad oggi, il gruppo industriale dell’Ohio risulta aver smaltito la più grande quantità di plastica oceanica (anche per le percentuali utilizzate nel flacone).

Plastica riciclata, consumi inferiori

Spesso gli studiosi si sono chiesti quanta energia sia necessaria, effettivamente, per riciclare dei materiali. In alcuni casi, ad esempio, è risultato che le temperature di fusione erano così alte che non valeva la pena industriarsi in complesse operazioni di riutilizzo perché erano potenzialmente più inquinanti della produzione ex novo. Non è accaduto questo, però, per la P&G.

Riciclare la plastica raccolta, infatti, è costato meno in termini di consumi energetici e di emissioni di CO2, rispetto ad un eventuale procedimento per la produzione di plastica vergine. Addirittura le emissioni sarebbero state ridotte del 60%, secondo le stime.

Un input positivo per il futuro

Quello che ci si augura è che questo sia il primo passo verso una produzione incentrata su questo tipo di politica. P&G, tra l’altro, ha già annunciato che in Europa, entro la fine del 2018, più di mezzo miliardo di flaconi di shampoo all’anno dovrebbero poter includere fino al 25% di plastica riciclata, praticamente oltre il 90% di quelli venduti in Europa.

Sicuramente un’aspettativa incoraggiante che non solo ci si augura si realizzi, ma che si spera possa essere d’ispirazione anche per altre realtà industriali e multinazionali.